BOLZANO. Unitalia annuncia per il primo di ottobre il referendum sul museo delle semirurali e l’assessore al decentramento, Luigi Gallo, ribatte spiegando che il primo di ottobre non ci sarà alcun referendum. Insomma il futuro della casetta di via Bari, unica semirurale rimasta, è più che confuso. Gianfranco Piccolin e Marco Caruso - consigliere comunale e consigliere della Circoscrizione Don Bosco - sono più che chiari: «Manca una settimana alla consultazione popolare del primo ottobre e dall’amministrazione arriva solo silenzio. Nè la giunta comunale nè il presidente di Circoscrizione si sono degnati di comunicare agli abitanti del quartiere un bel niente e non è questo il modo di fare. Se non succederà nulla, se questo palese boicottaggio andrà avanti, noi presenteremo un esposto in Procura contro lo stesso Stevanella che ha fissato la data del primo ottobre per poi lavarsene completamente le mani. L’assessore Gallo poi ha tentato in tutti i modi di approvare una modifica al regolamento sul decentramento che rendesse inattuabile il referendum ed a tutt’oggi non si è degnato di comunicarci nulla».

Per Unitalia lo scandaloso muro di silenzio eretto dall’amministrazione intorno all’iniziativa sta sortendo l’effetto sperato e cioè quello di far naufragare e pure malamente l’intera iniziativa. «Il rione vuole che la sua storia venga ricordata, vuole che il patrimonio degli operai arrivati da tutt’Italia negli anni Cinquanta per lavorare nelle fabbriche della città e che hanno abitato le semirurali non vada perduto e ci batteremo finchè possiamo perchè la memoria vada custodita. Dentro la casetta di via Bari vogliamo fortemente che si realizzi il museo che il Comune promette da anni. Per sistemare la casetta servirebbero circa 200 mila euro». Secondo voi quanti sono i residenti di Don Bosco chiamati al voto? «All’incirca diecimila. Il referendum poi non costerebbe nulla. Il Comune potrebbe puntare sul voto online o sistemare un’urna nella sede della Circoscrizione chiuso stop. E invece fa pesce in barile ed aumenta la confusione e la disinformazione tra i residenti». L’assessore Gallo non ci sta. «Non capisco perchè Unitalia continua a fare tutta ’sta confusione, mi sembra che l’idea della consultazione sia solo una gigantesca presa in giro. Noi vogliamo, come tutti, il museo delle semirurali che però è patrimonio della città intera e non di una parte politica che, non si capisce in virtù di che cosa, ha deciso di appropriarsene. Certo sono passati anni e puntiamo a modificare il progetto originale. Non sarà un museo ma un centro di documentazione sulla storia del rione elaborato dall’assessorato alla cultura che presenteremo prossimamente anche alla Circoscrizione. Si parlerà delle semirurali ma anche del lager. Al piano terra della casetta di via Bari ricostruiremo l’interno di una semirurale così com’era, visto che abbiamo conservato i mobili originali ed al primo piano ci sarà la mostra fotografica. Vogliamo che il patrimonio sia di tutto il quartiere e di tutta la città, non puntiamo alla solita ghettizzazione degli italiani che, a quanto pare, sta tanto a cuore a Unitalia». Assessore allora il primo di ottobre non ci sarà il referendum? «No, per quanto mi riguarda non ci sarà».©RIPRODUZIONE RISERVATA