BOLZANO. Per la Chiesa affrontare i cambiamenti e stare al passo con le richieste dei fedeli e della società non è mai stato facile. Ma grazie al Sinodo diocesano e alla ventata di aria fresca portata da Papa Francesco ci stanno davvero provando tutti. Dal basso. La partecipazione, anche in Alto Adige, e lo ha sottolineato con il sorriso dipinto in volto anche il vescovo Muser, è stata più che buona: 3 mila persone, 601 verbali frutto di un lavoro minuzioso (sintesi di assemblee molto vivaci), un documento riassuntivo di 70 pagine già online, 518 lettere ma anche decine di disegni da parte di studenti che chiedono una Chiesa più a misura di bambino. Tutto sommato poche, invece, le richieste di delucidazioni sui temi sociali ed etici, presenti solo nell’11 per cento dei verbali, segno evidente che molti fedeli si «accontentano» dell’impegno e della presenza capillare sul territorio delle Parrocchie e della Caritas ma non sentono forse l’esigenza di spendere ulteriori energie in questi campi.

Il messaggio del Vescovo. Il bilancio del vescovo Muser di questa prima fase del Sinodo è estremamente positivo. «Mi è piaciuto l’approccio dei fedeli, anche diverso rispetto al passato, sui temi più disparati. Anche la formula, con discussioni e confronti in spazi aperti, si è rivelata vincente. Tremila persone sono tante. Ho riscontrato vivacità, interesse e partecipazione. Tutti, o quasi, poi si sono chiesti che contributo concreto possono dare, nel loro ambito, alla società altoatesina. Spero dunque, davvero, che il Sinodo riesca a dare un’impronta alla nostra terra entro il dicembre 2015».

Forte il messaggio conclusivo di Muser, che ha sottolineato come la nostra chiesa «debba odorare di stalla», essere vicina ai bisogni della gente, ma riuscire al contempo «ad aprirsi al mondo».

I temi più discussi. Il team guidato da Reinhard Demetz ha esaminato i verbali uno ad uno e ha fornito il quadro dei temi più presenti nelle richieste dei fedeli. Tra le cosiddette questioni strutturali (30% del totale) rientrano la suddivisione dei ruoli e l’organizzazione nei vari campi che interessano la chiesa.

In concreto, quali compiti dovranno essere assunti in futuro dai laici e quali dai sacerdoti? Ci sarà bisogno di inserire nuove figure? E chi assumerà la guida della comunità? Proseguendo, al secondo poso, con il 26% delle richieste ci sono la liturgia e i sacramenti. I fedeli, in questo caso, chiedono alla Chiesa una collaborazione più stretta e intensa con i laici, ma anche nei testi e nelle omelie dovrebbe essere adottato un linguaggio più comprensibile. Seguono, con il 16%, i temi riguardanti la famiglia. Trova ampio consenso la richiesta di ammettere alla comunione anche i divorziati. Gli altoatesini spingono anche per un’integrazione dei giovani nella vita delle comunità. In caso contrario, questo è il timore, ad essere a rischio è la vita stessa delle Parrocchie. Colpisce, invece, l’attenzione relativamente scarsa ai temi sociali ed etici (11% delle richieste).

I tabù. Andando a spulciare i verbali si scopre che le richieste sui temi caldi perdono un po’ di peso dopo gli incontri pubblici. Le sollecitazioni legate al celibato dei preti, al sacerdozio femminile e il rapporto con i divorziati risposati sono scese dal 24 al 4%.

Le prossime scadenze. Il Sinodo ora entrerà nel vivo. Il 4 e 5 aprile prossimi all’Accademia Cusano di Bressanone i sinodali, che si incontrano per la loro seconda sessione plenaria, sceglieranno i temi che l’assemblea approfondirà nel corso dei prossimi diciotto mesi.

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