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BOLZANO. I farmaci per il momento possono fare poco, ma i colori, la musica, i materassi ad acqua, la “stanza del treno” e la cucina dove ritrovare il gusto di preparare una torta, possono fare molto per togliere l’ansia e quel bisogno irrefrenabile di camminare sempre, di giorno e di notte, che caratterizzano la fase intermedia dell’Alzheimer.
Per questo il nuovissimo centro Alzheimer - il secondo dopo quello della Casa di riposo Armonia di viale Trento - frutto della ristrutturazione e dell’ampliamento della Casa di riposo Don Bosco di via Milano, è stato progettato in modo tale da migliorare la qualità della vita degli ospiti.
Dopo oltre 10 anni, nel corso dei quali in più occasioni si è presentato il progetto e annunciato l’avvio dei lavori, adesso finalmente il complesso, ricavato all’interno della Casa di riposo, è quasi ultimato: la ditta Carronbau doveva consegnare l’opera ad aprile 2017, ma se tutto va bene si potrebbe anticipare a fine mese. Gli arredi arriveranno a fine febbraio, quindi le nove stanze, che dispongono complessivamente di 14 posti letto, verranno usate temporaneamente per spostarci a rotazione gli ospiti - in tutto164 - ed effettuare alcuni lavori sui quattro piani della Casa.
Ciò significa che il progetto Alzheimer vero e proprio partirà in autunno e a coordinarlo sarà Donatella Fiocco che da oltre dieci anni si occupa con passione di questo tipo di malati e ha seguito corsi di formazione ad hoc per garantire una migliore assistenza. Inoltre, assieme a Serena Bergesio, direttore della Casa di riposo Don Bosco e di Villa Europa, e Carlo Alberto Librera, direttore della ripartizione case di riposo di Assb, è stata in diverse strutture in Italia e all’estero, per prendere il meglio delle esperienze fatte in questo campo.
Il risultato è un bel centro con un grande spazio centrale dove gli ospiti potranno camminare e poi proseguire le loro camminate infinite sulla terrazza.
Li aiuterà ad orientarsi i colori: l’arancione, il verde mela, l’azzurro delle porte delle stanze e dei bagni.
E per scacciare l’ansia, tipica di questa patologia, si sta allestendo la “stanza del treno”: si chiama così perché l’ospite avrà la sensazione di salire su un vagone e guardando dal finestrino vedrà scorrere le immagini dei luoghi in cui ha vissuto. Una sorta di realtà virtuale che ha un benefico effetto rilassante.
Un’altra porta, un’altra stanza: ospiterà dei materassi ad acqua che assieme a luci speciali e musica soft fanno sempre parte della terapia rilassante. Come la stanza della musicoterapia e la cucina.
Gli ospiti, in particolare donne, potranno recuperare almeno in parte quella manualità che l’Alzheimer riduce notevolmente, preparando dolci e piatti che hanno fatto parte della loro “prima” vita. Nessuno li mangerà mai, perché così prevede il regolamento, ma non è questo lo scopo di quella nuovissima cucina.
«L’obiettivo del Centro - spiega Librera - è quello di migliorare la qualità della vita dei pazienti in una fase intermedia della malattia, consapevoli del fatto che poi inevitabilmente peggiora e si assiste ad una rapida regressione».


