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MERANO. Microfoni spenti alle 23, senza deroghe. Non ha sortito l'effetto sperato la raccolta firme (775) presentata in Comune a metà giugno dalla componente giovanile della Civica per Merano, con richieste tutto sommato contenute: poter posticipare di un'ora la durata della musica dal vivo in città, fino alle 24, esclusivamente durante i sabati estivi. Una mossa che, magari, avrebbe potuto fungere da apripista a future, più ampie concessioni.
La risposta, comunicata agli autori della petizione dal vicesindaco Andrea Rossi, è stata negativa. Pur prefigurando la creazione di una sede dibattimentale, questa sì, nella quale dare spazio a un più ampio confronto sull'argomento che possa preludere a una nuova regolamentazione di un tema spinoso, terreno sul quale si contrappongono da una parte il desiderio di serate da vivere un po' più a lungo e dall'altra il diritto a sonni tranquilli da parte dei residenti.
Le 23 come orario conclusivo per i concerti rappresenta già di per sé una deroga rispetto a quanto imposto dalla legge in merito alla quiete pubblica, dove il limite indicato recita ore 22: su questa considerazione poggia il diniego espresso dal vicesindaco secondo il quale, a ogni modo, per i grandi eventi o in altre circostanze speciali sono state fatte delle eccezioni.
Rimarrà a questo punto l'amaro in bocca ai giovani che si erano dati da fare per la petizione, iniziativa che in poco più di un mese aveva raccolto 775 firme - di certo trasversali rispetto alle idee politiche - esprimendo evidentemente un disagio diffuso. A nulla, se non a convogliare un largo malcontento dandone forma e ufficialità, è dunque valso bussare alle porte di palazzo, azione svolta oltre tutto con estremo garbo, porgendo una richiesta ridotta al minimo. Fra il resto, considerato che la risposta è arrivata in questi giorni, i sabati rimasti a cui concedere l'"overtime musicale" sarebbero stati una manciata. Ma tant'è. La presa di posizione dell'amministrazione rimanda invece la faccenda a un conclave di maggiore portata: nello specifico viene fatto riferimento a una mozione presentata dal consigliere comunale Christoph Mitterhofer (Süd-Tiroler Freiheit) che impegna la giunta a creare un tavolo di lavoro per valutare come facilitare e migliorare l'organizzazione di manifestazioni serali e il loro svolgimento rispettando il diritto alla quiete. Un fatto è certo: sono fattori non facilmente conciliabili, musica e riposo, soprattutto in contesti urbani. Ed è nella sede del tavolo di lavoro, così riafferma il vicesindaco, che in agenda entrerà anche il tema degli orari. Quando la commissione verrà formata e inizierà a lavorare, è ancora da stabilirsi.
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