PHOTO
BOLZANO. Florian Mussner, a differenza di Arno Kompatscher (ancora fuori dalla stanza dei bottoni), l’offerta presentata dalla vicina provincia di Trento per smaltire i rifiuti all’inceneritore di Bolzano l’ha vista eccome. È arrivata a Palazzo Widmann durante le feste natalizie ma nessuno, fra gli assessori uscenti, se l’è sentita di renderla pubblica. Trento ci sta provando e Bolzano sta pensando di respingerla al mittente. Ma non l’ha ancora fatto. Toccherà a Kompatscher, a breve, prendere una posizione formale a riguardo. È una patata bollente, anche perché il sindaco Spagnolli si è già detto pronto a salire sulle barricate per scongiurare questa eventualità che penalizzerebbe tutta la città ma soprattutto il rione Casanova, vicinissimo in linea d’aria al termovalorizzatore.
Assessore Mussner, partiamo dalla notizia. L’offerta trentina è arrivata davvero?
«Sì, è una cosa fresca. Risale a Natale. I nostri vicini ci hanno chiesto di poter smaltire a Bolzano i rifiuti, visto che non hanno un inceneritore sul territorio provinciale».
Ma Trento come ha motivato questa richiesta?
«L’assessore all’ambiente Mauro Gilmozzi mi ha spiegato che con i loro rifiuti potremmo far lavorare il nostro impianto a pieno regime, con benefici concreti anche per quanto attiene il teleriscaldamento».
Quindi i colloqui, informali, ci sono stati.
«Sì, ci siamo limitati a sentire cosa voleva dirci Trento».
Ma nella proposta della giunta Rossi c’è anche un’offerta economica per Bolzano?
«No, si tratta di una semplice richiesta per smaltire qui il residuo. Circa 70 mila tonnellate di immondizie».
Con la scusa che così, il nostro inceneritore, riuscirebbe a funzionare al meglio e a produrre più energia.
«Non credo si tratti di una scusa, ma di una semplice valutazione».
Ma Bolzano non avrebbe fatto meglio a costruire un impianto più piccolo?
«A dire la verità un gruppo di saggi, nel 2003/2004, ci aveva proposto un inceneritore ancora più grande. È stata la giunta a volerne ridurre le dimensioni. Certo resta sovradimensionato rispetto alle nostre esigenze, ma se rispetto a quanto previsto dieci anni fa facciamo più raccolta differenziata non credo che questo sia un problema. Anzi, meglio per noi».
In questo momento non tutte le vallate della provincia portano i rifiuti a Bolzano. Perchè?
«A dire il vero l’unica eccezione è rappresentata dalla val Badia. Pusteria e Venosta, al contrario, conferiscono già il residuo a Bolzano».
Qual è il problema per la val Badia?
«C’è la necessità di riempire l’ultima discarica. Poi anche i rifiuti della vallata ladina saranno smaltiti nel capoluogo. È solo questione di tempo».
Ma c’è il rischio che per investire sul teleriscaldamento Bolzano decida di accettare l’offerta trentina?
«Non credo proprio. Il tema del teleriscaldamento, quando abbiamo deciso di costruire il nuovo termovalorizzatore, non era ancora sul piatto. È una questione che si è sviluppata dopo. Quindi respingerei al mittente l’offerta trentina».
Tra pochi giorni lei non avrà più la competenza in materia. Ma cosa farà la nuova giunta?
«Ne parleremo a fondo, come è giusto che sia. Ma con il Trentino non abbiamo alcun debito da saldare. Chiederò pertanto di andare avanti così. Se accettassimo potremmo essere tacciati di incoerenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA


