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BOLZANO. Energia, la Provincia spinge sulla semplificazione delle procedure per le concessioni idroelettriche fino a 1000 kw. La giunta tornerà ad esaminare oggi il disegno di legge già discusso lunedì scorso. «Vorremmo approvarlo per inviarlo al più presto in consiglio provinciale», spiega l’assessore Florian Mussner, «il nostro obiettivo è riuscire ad approvare questa legge prima delle elezioni provinciali. È un testo importante perché agevola le procedure». Il disegno di legge ha già trovato le prime reazioni negative nell’opposizione. In giunta la discussione però da alcune settimane ruota attorno alla questione complessiva dell’energia: le trattative sulle concessioni affidate illegittimamente alla Sel, il futuro assetto energetico provinciale.
Mussner conferma che gli indirizzi politici della giunta prevedono che la Provincia scenda sotto il 50% in Sel e che si crei un polo unico energetico a livello provinciale. «Nel giro di cinque anni possiamo arrivare a costruire una società energetica unica con tutti i soggetti che operano sul mercato, a partire dalle società comunali e comprensoriali. In uno scenario di questi tipo, non è determinante che la Provincia possieda il 50%, ma che la maggioranza resti in mano pubblica», così Mussner. Se questo è il percorso a medio termine, più urgente è la trattativa con le società che si ritengono parti lese nello scandalo Sel. «Il presidente Durnwalder dopo l’accordo trovato con la società di Bressanone sta trattando con la Val Venosta. Poi speriamo che si trovi un accordo con l’Azienda energetica». Su questo tema interviene con una certa ruvidezza Arno Kompatscher, presidente del Consorzio dei Comuni e capolista della Svp alle provinciali: «Le trattative con Ae non potranno durare all’infinito. Se non si raggiunge un accordo, resto dell’idea che si dovranno rifare le gare. Ae, che giustamente si ritiene danneggiata, non dovrebbe puntare tutte le sue carte sulla vittoria giudiziaria».
Sono comunque in corso prove di una presenza più forte dei Comuni in una società unica con la Provincia. Riguardano il gas. La Selfin, la società dei Comuni dentro Sel, punta a portare dall’8% al 20% la propria quota dentro Selgasnet. Spiega Kompatscher: «Si dovrà mettere a gara la gestione delle reti di distribuzione del gas. I Comuni restano proprietari delle reti, ma si farà un bando per la gestione. A quel punto diventa vantaggioso avere una società forte provinciale-comunale». Si parla anche di Seab. «Una presenza più forte di Selfin in Selgasnet può essere il primo passo per trattare con altri proprietari di rete come Seab». (fr.g.)
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