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BOLZANO. Il mercato immobiliare è ripartito di slancio in tutta Italia, ma la provincia di Bolzano anche questa volta ha vinto per distacco. L’importo medio dei mutui, nei primi 9 mesi del 2016, in Alto Adige è salito a 167.924 euro, con un incremento secco del 22,3 per cento. Al secondo posto c’è Roma con 146 mila euro, al terzo Milano con 144 mila, al quarto Trento con 142 mila e al quinto Como con 137 mila euro. Sono una ventina le province, da Ragusa a Gorizia, nelle quali per acquistare casa si accendono mutui al di sotto dei centomila euro. A Bolzano, sul ticket medio, incide anche i l contributo provinciale, inferiore rispetto al passato ma comunque significativo.
Il secondo dato che fa riflettere è l’aumento delle richieste, pari al 22,3 per cento, una cifra significativa, ma non record a livello nazionale (ad Aosta, ad esempio, la crescita è stata del 28,7 per cento). La media, a livello nazionale, è molto più bassa: le richieste delle famiglie sono cresciute dell’11,6 per cento, mentre l’importo medio è di 123 mila euro (44 mila euro in meno rispetto a Bolzano). «Nei primi nove mesi del 2016 le preferenze degli acquirenti italiani si sono concentrate nella fascia tra 100 e 150 mila euro, con una quota pari al 29,3% del totale. Nel complesso quasi 4 domande su 5 (il 77,8% del totale per la precisione) presentano un importo inferiore ai 150 mila euro». Per quanto attiene la durata si previlegiano mutui a medio-lungo termine, come spiega il «Sistema di Informazioni Creditizie» di Crif. «Per classe di durata, ancora una volta, è quella compresa tra i 16 e i 20 anni ad essere risultata la preferita dalle famiglie, con una quota pari al 23,8%, seguita a ruota dalla fascia tra i 21 e i 25 anni, con il 20,7% e dalla fascia dai 26 ai 30 anni con il 20,5%».
Carlo Perseghin, presidente provinciale della Fiaip - la Federazione italiana agenti immobiliari professionali - ritiene che il mercato si sia definitivamente ripreso. «Una fetta dei mutui è legata alle ristrutturazioni, più e meno importanti, per le quali la Provincia anticipa la somma dovuta dallo Stato. C’è ancora qualche surroga per contratti con tassi troppo alti accesi parecchi anni fa, ma nella maggior parte dei casi si tratta di mutui per alloggi nuovi o usati. I tassi di interesse bassi e i prezzi quasi fermi da anni rappresentano un incentivo per molti. In viale Druso, ad esempio, gli alloggi sono stati quasi tutti venduti, anche se non sono ancora ultimati. Il numero di appartamenti nuovi invenduti è sceso in modo significativo». In provincia di Bolzano ci sono 230 agenti immobiliari, di cui 92 fanno capo alla Fiaip. Ma chi ci guadagna in Alto Adige? Di sicuro non le famiglie, che si indebitano per decenni, «ma chi vende la cubatura».
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