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BOLZANO. Mano tesa del presidente della Repubblica al governatore Durnwalder, soprattutto per il richiamo che quest'ultimo ha fatto alla Costituzione.
Il Capo dello Stato ha risposto in pochi giorni alla lettera con cui il presidente dell'Alto Adige spiegava per iscritto le ragioni del suo no personale alle celebrazioni dell'unità d'Italia (AUDIO), dopo una prima missiva del Quirinale in cui si esprimeva «sorpresa e rammarico» per le espressioni con cui Durnwalder aveva motivato la sua decisione di non aderire alle feste. Lo scambio epistolare sembra chiudere il caso, stando a quanto afferma lo stesso presidente altoatesino.
«Il presidente Napolitano mi ha inviato una nuova lettera, che segue a quella che gli ho scritto pochi giorni fa, dai toni pacati e da cui ricavo l'impressione che capisca i miei sentimenti di sudtirolese rispetto all'unità d'Italia», sottolinea Luis Durnwalder.
Quest'ultimo aveva evidenziato nella lettera al Capo dello Stato come «tutti i sudtirolesi si riconoscano nella Costituzione italiana». Un passaggio - che a detta del governatore altoatesino - è stato molto apprezzato dall'inquilino del Quirinale. «Il presidente della Repubblica si è detto soddisfatto, soprattutto riguardo al rispetto della Costituzione ed ai sentimenti del gruppo linguistico italiano che ha tutti i diritti di festeggiare l'unità d'Italia», ancora Durnwalder.
Resta valido l'invito al Capo dello Stato a visitare l'Alto Adige, invito rimarcato dal presidente altoatesino nel recente Forum che si è tenuto nella redazione dell'Alto Adige.
Sembra chiudersi qui uno polemica tra Roma e Bolzano, diventata un caso nazionale, dopo che Luis Durnwalder aveva sottolineato di non voler partecipare alle celebrazioni per l'unità d'Italia, perché «la popolazione sudtirolese non vi si riconosce». Una polemica che - oltre a centinaia di mail e lettere di protesta - giunte al nostro giornale, ma anche a Palazzo Widmann e alle associazioni turistiche altoatesine - aveva visto l'intervento in prima persona di Napolitano. Quest'ultimo rilevava che il presidente della Provincia di Bolzano «non può parlare a nome di una pretesa "minoranza austriaca", dimenticando di rappresentare anche le popolazioni italiana e ladina e soprattutto che la stessa popolazione di lingua tedesca è italiana e tale si sente nella sua larga maggioranza».
Giorgio Napolitano aveva poi espresso «la propria fiducia che l'intera popolazione della provincia di Bolzano possa riconoscersi pienamente nelle celebrazioni della nascita dello Stato italiano, nello spirito dei principi sanciti dagli articoli 5, 6 ed 11 della Costituzione repubblicana». Ed è interessante notare che il presidente della Repubblica si richiama ad alcuni articoli della Costituzione riguardanti proprio le autonomie speciali e le minoranze, laddove si afferma che «la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», oppure si sottolinea «la tutela con apposite norme delle minoranze linguistiche».
«Napolitano conosce bene la situazione in Alto Adige e anche con questa lettera dimostra di essere persona seria e corretta», chiude Durnwalder. Sempre sull'unità d'Italia interviene il coordinatore regionale di Fli, Urzì, chiedendosi «come possiamo a Bolzano indignarci per le parole del presidente della Provincia se nello stesso governo, per autentico paradosso, si annida il medesimo spirito antinazionale che contesta le ragioni dell'unità?». È il commento sul voto non unanime con cui il governo - leghisti contrari - ha deciso di dichiarare il 17 marzo festa nazionale.
Il Capo dello Stato ha risposto in pochi giorni alla lettera con cui il presidente dell'Alto Adige spiegava per iscritto le ragioni del suo no personale alle celebrazioni dell'unità d'Italia (AUDIO), dopo una prima missiva del Quirinale in cui si esprimeva «sorpresa e rammarico» per le espressioni con cui Durnwalder aveva motivato la sua decisione di non aderire alle feste. Lo scambio epistolare sembra chiudere il caso, stando a quanto afferma lo stesso presidente altoatesino.
«Il presidente Napolitano mi ha inviato una nuova lettera, che segue a quella che gli ho scritto pochi giorni fa, dai toni pacati e da cui ricavo l'impressione che capisca i miei sentimenti di sudtirolese rispetto all'unità d'Italia», sottolinea Luis Durnwalder.
Quest'ultimo aveva evidenziato nella lettera al Capo dello Stato come «tutti i sudtirolesi si riconoscano nella Costituzione italiana». Un passaggio - che a detta del governatore altoatesino - è stato molto apprezzato dall'inquilino del Quirinale. «Il presidente della Repubblica si è detto soddisfatto, soprattutto riguardo al rispetto della Costituzione ed ai sentimenti del gruppo linguistico italiano che ha tutti i diritti di festeggiare l'unità d'Italia», ancora Durnwalder.
Resta valido l'invito al Capo dello Stato a visitare l'Alto Adige, invito rimarcato dal presidente altoatesino nel recente Forum che si è tenuto nella redazione dell'Alto Adige.
Sembra chiudersi qui uno polemica tra Roma e Bolzano, diventata un caso nazionale, dopo che Luis Durnwalder aveva sottolineato di non voler partecipare alle celebrazioni per l'unità d'Italia, perché «la popolazione sudtirolese non vi si riconosce». Una polemica che - oltre a centinaia di mail e lettere di protesta - giunte al nostro giornale, ma anche a Palazzo Widmann e alle associazioni turistiche altoatesine - aveva visto l'intervento in prima persona di Napolitano. Quest'ultimo rilevava che il presidente della Provincia di Bolzano «non può parlare a nome di una pretesa "minoranza austriaca", dimenticando di rappresentare anche le popolazioni italiana e ladina e soprattutto che la stessa popolazione di lingua tedesca è italiana e tale si sente nella sua larga maggioranza».
Giorgio Napolitano aveva poi espresso «la propria fiducia che l'intera popolazione della provincia di Bolzano possa riconoscersi pienamente nelle celebrazioni della nascita dello Stato italiano, nello spirito dei principi sanciti dagli articoli 5, 6 ed 11 della Costituzione repubblicana». Ed è interessante notare che il presidente della Repubblica si richiama ad alcuni articoli della Costituzione riguardanti proprio le autonomie speciali e le minoranze, laddove si afferma che «la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», oppure si sottolinea «la tutela con apposite norme delle minoranze linguistiche».
«Napolitano conosce bene la situazione in Alto Adige e anche con questa lettera dimostra di essere persona seria e corretta», chiude Durnwalder. Sempre sull'unità d'Italia interviene il coordinatore regionale di Fli, Urzì, chiedendosi «come possiamo a Bolzano indignarci per le parole del presidente della Provincia se nello stesso governo, per autentico paradosso, si annida il medesimo spirito antinazionale che contesta le ragioni dell'unità?». È il commento sul voto non unanime con cui il governo - leghisti contrari - ha deciso di dichiarare il 17 marzo festa nazionale.
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