BOLZANO. Tutto è pronto a Vienna per la visita di Stato che il presidente della Repubblica terrà in Austria dal 26 al 28 giugno prossimi. Giorgio Napolitano si incontrerà in più occasioni con il suo omologo austriaco Heinz Fischer. Tra gli appuntamenti anche la visita al municipio della capitale ed al Parlamento. Preparati da molti mesi dalle rispettive diplomazie, gli incontri metteranno fine ad una serie di incomprensioni tra i due Paesi, senza dimenticare l’Alto Adige.
Prima la «superflua» tutela dell’Alto Adige a livello costituzionale austriaco. Poi una visita di Stato annullata dal presidente della Repubblica all’ultimo minuto. Sembrava, nella parte finale del settennato di Ciampi, di essere tornati un po’ al clima gelido degli anni Cinquanta e Sessanta. Con Napolitano è subito spirato un vento nuovo certificato dalla vecchia amicizia tra il presidente della Repubblica e il suo omologo Heinz Fischer. Un primo incontro tra i due nel luglio 2006 a Firenze, poi la visita del presidente austriaco a Roma nello scorso ottobre. Tra poche settimane un terzo appuntamento, questa volta nella capitale austriaca, dove l’ultimo inquilino del Quirinale in visita di Stato fu Oscar Luigi Scalfaro.
Il clima è cambiato. In stallo la volontà austriaca di inserire a livello di Costituzione una clausola di tutela nei confronti dell’Alto Adige. Il corrispettivo ordine del giorno, pur approvato, si è arenato nel vecchio Parlamento. Pur ribadendo che Vienna «continuerà ad operare nei confronti dei nostri vicini italiani nell’interesse dell’Alto Adige», il ministro degli Esteri austriaco ha sottolineato come «il fattore positivo stia in una collaborazione che prende forma in maniera nuova e diversa nel quadro dell’Europa del 21º secolo».
Dopo la Germania, per l’Austria l’Italia è il secondo partner commerciale per importanza ed è nell’interesse di Vienna mantenere su buoni livelli le relazioni diplomatiche che in questi ultimi dodici mesi sono certamente migliorate. Così, nella ex capitale degli Asburgo, si spera ancora in qualche provvedimento di clemenza da parte italiana, non tanto per chi si è macchiato di delitti con relative condanne all’ergastolo durante la stagione delle bombe, ma per alcuni ex bombaroli su cui pendono pene di portata inferiore. Una richiesta che lo stesso Fischer aveva fatto a Napolitano durante la visita nella città eterna, ricevendo come risposta che la materia sarebbe stata attentamente valutata da Roma, pur senza tuttavia alcuna promessa.
Infine, non mancherà sicuramente uno sguardo all’Alto Adige, sempre definito a partire dagli inizi degli anni Novanta un esempio di composizione pacifica delle vertenze tra Stati e di convivenza nel quadro europeo.
Napolitano a Vienna, aria di distensione