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NAZ SCIAVES. Un parco ricreativo, un luogo attrezzato per organizzare manifestazioni e un percorso storico dedicato alla Guerra fredda. Si delinea verso questi tre progetti il futuro della base Nato Site Rigel, “utilizzata dal 1967 al 1983 come deposito di munizioni speciali” a Naz Sciaves. Insomma, uno spazio per il tempo libero e l’approfondimento storico: a queste prospettive stanno lavorando Provincia e Comune. Lo spiega l’assessore provinciale Florian Mussner rispondendo a un’interrogazione proposta dal gruppo consiliare L’Alto Adige nel cuore.
L’intervento del consigliere Alessandro Urzì sollecitava risposte sul recupero della base e sulla “sua riconsegna alla collettività in forma di esposizione”, ma anche sui “progetti attivati”, gli enti o i soggetti impegnati e i tempi per avere un’opera per la comunità. Mussner ha indicato i passi compiuti e da compiere verso “una graduale sistemazione di parte dell’area con musealizzazione” e verso l’apertura di una zona ricreativa e verde. Passi di cui si stanno occupando, in particolare, la Ripartizione beni culturali - Uffici beni architettonici e artistici e l’Archivio provinciale assieme al Comune di Naz Sciaves. I riferimenti per il lavoro da compiere sono quelli degli interventi “già realizzati con successo sia in Trentino (la Base Tuono a Folgaria senz’altro è di grande esempio per noi) - scrive Mussner - sia in Germania (Muro di Berlino e vari siti lungo l’ex confine fra le due Germanie) e negli Stati Uniti”. E la Base Tuono è un “precedente” che anche Urzì ha voluto citare come “splendida trasformazione di una testimonianza della Guerra fredda in un’opera di conservazione storica”.
Dismessa quando la Guerra fredda viveva le sue ultime stagioni, la base di Naz Sciaves è passata “nel 2010 dallo Stato alla Provincia, che per singole manifestazioni - ricorda ancora Mussner - l’ha data in concessione al Comune di Naz Sciaves, ma anche a diversi organizzatori di eventi. Nel 2013, in occasione della Giornata europea del patrimonio, annualmente organizzata dalla Ripartizione 13 - Beni culturali, il sito è stato aperto al pubblico, accorso in gran numero per partecipare alle visite guidate”. L’arrivo di “oltre 500 visitatori, tra cui molte famiglie e tanti giovani, ha convinto Comune e Provincia che il mantenimento, il restauro e la musealizzazione del sito come relitto del periodo della Guerra fredda, unico nel suo genere in regione (si trattava infatti dell’unico deposito di munizioni speciali, ovvero testate nucleari) non solo sono importanti per conservare la nostra memoria storica, ma sono pure adatti per illustrare quel periodo storico a scolari e studenti e sono di interesse turistico”.


