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NAZ SCIAVES. La magistratura ha avviato le indagini su alcune dichiarazioni elettorali che avrebbero contraddistinto la campagna elettorale di Andreas Unterkircher in vista delle elezioni comunali previste lo scorso lo 10 maggio anche a Naz Sciaves. Unterkircher, poi eletto sindaco con uno stretto scarto su Peter Gasser, avrebbe promesso che, in caso di elezione alla prima carica amministrativa in paese, grazie alle sue competenze professionali avrebbe compilato gratuitamente le denunce dei redditi dei cittadini. La dichiarazione sarebbe comparsa su alcuni volantini circolati appunto prima della data delle elezioni e su un bollettino parrocchiale, in uno spazio pubblicitario sempre in vista della consultazione amministrativa.
Le indagini condotte dal procuratore Guido Rispoli si stanno concentrando su questi elementi per valutare se sia stato eventualmente superato il limite che divide le legittime promesse elettorali e le dichiarazioni che invece rischiano di configurare un reato quale il voto di scambio. In questo caso, anche gli elettori che avessero eventualmente scelto il candidato sulla base dei suoi annunci incorrerebbero in un’ipotesi di reato, a sua volta, è chiaro, difficilmente dimostrabile vista la segretezza del voto.
Alla guida della Bürgerliste, con le elezioni dello scorso 10 maggio Unterkircher è subentrato a Gasser commentando con modestia il verdetto favorevole maturato sul filo di lana.
«Non mi aspettavo di vincere - aveva detto - Subentrare a un sindaco in carica è difficile, perché un sindaco già in carica ha la sua programmazione già in atto mentre io ho tutto da dimostrare». «Se abbiamo vinto è anche perché ho una squadra forte di 18 candidati, elementi dai 19 anni ai 70 attivi in tutti i campi - aveva spiegato Unterkircher - Ora spero che mi lascino governare. Entro 20 giorni ci sarà la prima seduta e avendo a favore più votanti a Naz e Fiumes, devo convincere quelli di Sciaves e Rasa».
Da parte sua, Gasser aveva confessato di essere «deluso» e, riguardando la propria campagna elettorale, aveva sottolineato: «Penso che abbiamo fatto l'errore di non esserci impegnati a fondo. Eravamo tranquilli. Abbiamo lavorato per il bene comune, abbiamo dimostrato di aver lavorato bene e probabilmente ci siamo adagiati su queste basi sicure. Andremo in aula a sentire il programma del sindaco: se non saremo soddisfatti non daremo la nostra fiducia».


