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MERANO. Dopo l'avvio della procedura di sfratto a due propri inquilini che occupano gli alloggi di proprietà comunale, ora l'amministrazione guidata dal sindaco Günther Januth, punta il dito anche contro i gestori di negozi di proprietà pubblica.
Al centro sempre lo stesso problema: inquilino o gestore del locale non pagano il canone d'affitto concordato, e non da pochi mesi, ma da almeno un paio d'anni. L'altro giorno l'ufficio competente ha dato mandato all'avvocatura comunale di promuovere davanti al tribunale di Bolzano il procedimento si sfratto nei confronti del gestore di uno dei negozi del complesso Kurhaus che si affacciano sul corso Libertà.
Si tratta di un locale a uso bar con spazi al piano terra e con un laboratorio al piano interrato, dotato anche di wc. A nulla pare siano serviti, almeno stando alle premesse contenute nella delibera comunale, i vari solleciti che l'amministrazione avrebbe inviato all'affittuario. Resta ora da capire quali saranno i tempi per arrivare alla restituzione degli spazi al Comune e per la ricerca di un nuovo locatario affidabile.
La questione non è da poco, e segna il cambio passo dell’amministrazione, alla quale gli stessi commercianti, negli ultimi due anni, si sono rivolti ripetutamente per chiedere una rimodulazione dei canoni di affitto considerando il perdurare della crisi che dal 2009 erode progressivamente incassi, fatturati e quindi utili.
Ma dall’altra parta si è scelta la via della voce grossa. Non è la prima volta che il Comune di Merano è costretto a percorrere le vie legali per rientrare in possesso di locali di sua proprietà (gli affitti però vengono girati all'ente gestione teatro) dopo che l'affittuario smette di pagare il canone di locazione concordato.
Il caso più clamoroso riguarda l'ex agenzia turistica che aveva sede di fronte alla cassa Raiffeisen sempre in corso Libertà, procedura di sfratto che durò diversi anni prima che il Comune riuscisse a rientrare in possesso dei propri spazi e li potesse in seguito riaffittare.
Sempre in centro per diversi anni rimase inutilizzata l'ex Winehaus, diventata poi sede di uno dei negozi che si caratterizza per la vendita di prodotti alimentari e non solo tipici della nostra zona.
Nelle scorse settimane a finire sotto la lente d'ingrandimento dell'ufficio patrimonio del Comune e successivamente dell'avvocatura, erano stati due inquilini degli alloggi comunali.
Anche in questo caso a spingere per l'avvio di una procedura giudiziaria per ottenere il provvedimento di sfratto era stata la mancata corresponsione di diverse mensilità del canone di affitto concordato e, vista la situazione della gran parte degli inquilini comunali, anche calmierato.
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