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BOLZANO. «Il benessere del minore deve sempre essere posto al centro. E, in ogni caso, qualsiasi provvedimento che lo riguarda è preso dopo una accurata istruttoria». Lo dice Daniela Höller, la Garante altoatesina per l'infanzia.
«Una famiglia nel bosco fa paura perché compie una scelta che toglie i figli dalla schiavitù dei cellulari, da un sistema che vede le famiglie, per dirne una, stare al telefono per tutta la durata del pranzo. A questi genitori che garantiscono lo sviluppo di una futura generazione tossica, la potestà non viene invece tolta» ribatte polemicamente Anna Scarafoni, consigliera provinciale di Fratelli d'Italia.
«Quando in un nucleo familiare, qualsiasi siano le sue convinzioni, rischia di non essere garantita ai figli l'igiene, la sicurezza e soprattutto l'istruzione e la socializzazione con i coetanei, le istituzioni hanno il dovere di intervenire» sostiene, invece, Francesca Schir, psicologa e presidente dell'Ordine a Bolzano.
Al centro, un caso che come pochi altri ha mostrato la sua portata profondamente divisiva. A Palmoli, un borgo vicino a Chieti, ad una coppia sono stati tolti i tre figli dal tribunale per i minorenni de L'Aquila, che ha deciso di sospendere la loro responsabilità genitoriale. I motivi, secondo il provvedimento della giudice, sono legati al modo in cui vive la famiglia, in una piccola casa di campagna sulla costa adriatica, senza utenze e senza lavorare, dove ci si rifornisce di energia elettrica con un pannello solare e il cibo viene procurato coltivando l'orto. La madre, Catherine Birmingham è australiana e faceva l'istruttrice di equitazione, il padre Nathan Trevallion, inglese, ha fatto il cuoco e l'artigiano. Non c'erano tratti di maltrattamenti o abusi e l'istruzione, a detta dei genitori, veniva garantita sul modello - molto conosciuto anche in Alto Adige - dell'"homeschooling", cioè un apprendimento autonomo e famigliare. Ora, i ragazzi sono in una struttura protetta dove la madre è autorizzata a pranzare con loro.
«Lo sviluppo di un minore non è garantito solo, nel caso, dall'imparare a leggere e scrivere ma dall'iterazione con i compagni di scuola, le relazioni che si innescano uscendo da casa e dialogando con il mondo esterno» chiarisce Francesca Schir. La quale pone in stretta relazione l'istruzione con la socializzazione, quale elemento strutturale per la formazione. Ma l'affetto garantito da madre e padre? «L'affettività è uno snodo importante, ma nella primissima fase, un rapporto sano tende ad ampliare il raggio dei contatti, non a limitarli». Per la psicologa e docente, il ruolo della famiglia è in diretta relazione anche con la sicurezza e l'igiene, intesa anche come attenzione e garanzia della salute dei figli. Secondo i rapporti degli inquirenti, invece, erano accaduti episodi di intossicazione alimentare e i servizi igienici erano precari. «I genitori biologici non sempre sono a prescindere garanzia di tutela dei minori» argomenta a sua volta Daniela Höller.
La garante per l'infanzia, in sostanza, sostiene il ruolo delle istituzioni nei compiti di controllo di un contesto famigliare anomalo e vuole porre in luce come, spiega «anche questo provvedimento di Chieti è di natura temporanea e mira, in ogni caso, quando e se la situazione risultasse adeguata, al ripristino dell'unità famigliare». In ogni modo il confine tra diritto genitoriale all'affettività e diritto del minore alla tutela dei propri di diritti, è sempre valutato e conciliato caso per caso.
«Ci dobbiamo tutti chiedere - commenta invece Anna Scarafoni - perché su di loro si è abbattuta la mannaia di un magistrato zelante, una donna tra l'altro, che ha lacerato una famiglia, separato i bimbi dai genitori, portandoli via dalla casa, dalle loro abitudini, dai loro animali, dagli alberi. Questa famiglia costituisce un prototipo da distruggere sul nascere. Nonostante che non viva in contrasto con le leggi ma in aperta sfida con un sistema che mostra bambini arrabbiati solo perché privati del tablet, o infanti che si lasciano imboccare solo davanti ad uno schermo». P.CA.


