ORTISEI. Dal Bellunese all’Alto Adige, la collaborazione continua. E anche l’”approdo” a livello locale di servizi di montagna, sull’onda lunga della ladinità Infatti la stazione del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) di Livinallongo, territorio ladino bellunese, è entrata nella famiglia dell’Aiut Alpin Dolomites. Dopo il coro parrocchiale di Pieve di Livinallongo, da poco iscritto al “Verband des Kirchechöres Sudtirols”, l’Unione dei cori parrocchiali altoatesini, anche un’altra associazione della vallata fodoma (Fodom è Livinallongo in ladino), il soccorso alpino, allaccia un legame con la regione confinante.

La stazione del Cnsas di Livinallongo, guidata da Marino Zorz, fa parte dunque dell’istituzione locale di soccorso che si identifica con l’elicottero che ha base a Pontives dell’Aiut Alpin Dolomites. È la seconda del Bellunese, dopo quella di Cortina d’Ampezzo, e quindi si rimane nel mondo ladino. L’Aiut Alpin Dolomites raggruppa ora ben 17 stazioni del Cnsas, concentrate soprattutto nelle vallate ladine del Sella: Val Gardena, Alta Badia, San Viglio di Marebbe, Cortina, San Martino in Badia, La Valle, Alta Val di Fassa, Centro Fassa, Moena, Fiemme, Siusi, Funes, Sesto Pusteria, Tires, San Martino di Castrozza, Fiera di Primiero. L’associazione, giusti ricordarlo, nacque praticamente un quarto di secolo fa per offire un servizio di elisoccorso in montagna, concepito e realizzato dai volontari delle valli ladine di Gardena, Fassa e Badia. Il motivo ispiratore alla base di questa organizzazione è sempre stata la solidarietà umana, che si tramanda da generazioni di guide alpine e di alpinisti.

L’ufficializzazione della domanda di adesione da parte dei volontari di Livinallongo era avvenuta ancora in aprile,durante l’assemblea generale dei soci dell’Aiut Alpin; poi l’accettazione e la formalizzazione dell’ingresso. Un sogno cullato da tempo quello del team guidato da Zorz, che continua comunque a operare e far parte anche della belegazione bellunese del Cnsas. Due essenzialmente le motivazioni alla base di questo passo: la possibilità di effettuare esercitazioni congiunte con i colleghi delle vallate vicine, con i quali spesso i volontari fodomi, per ovvi motivi geografici, si trovano a operare in caso di interventi di soccorso; l’opportunità, collegata, di conoscersi meglio, anche personalmente, fattore non trascurabile quando si tratta di lavorare fianco a fianco durante un soccorso.

«É un passo molto importante grazie al quale la nostra associazione potrà meglio coprire il territorio di Livinallongo, finora spesso assistito dalle squadre dell’Alta Badia, Alta Val di Fassa e Cortina d’Ampezzo», hanno commentato dall’Aiut Alpin.

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