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RIO PUSTERIA. Un impressionante "viaggio" dentro la montagna, per un chilometro, a scoprire quella che è la più grande, imponente opera idroelettrica sotterranea italiana. È stato organizzato ieri mattina, a Rio Pusteria dove per la bellezza di 25 milioni di euro stanno andando avanti i lavori per le nuove condotte idroelettriche sotterranee che andranno a sostituire la rete esistente in superficie.
Il nuovo impianto sarà suddiviso in due parti: la derivazione Valles, originariamente realizzata nel 1938, e la derivazione Fundres, in origine risalente al'52. L'impianto fu costruito dalle Ferrovie per alimentare la linea del Brennero e poi fu ceduto all'Enel nel 1963 all'epoca della nazionalizzazione dell'energia elettrica. La concessione originale di uso dell'acqua a scopo idroelettrico è scaduta il 31 dicembre 2010 e la nuova concessione è stata vinta da Eisackwerk Rio Pusteria Srl. Il nuovo progetto di Eisackwerk Rio Pusteria è risultato essere efficiente e "pulito" dal punto di vista ambientale.
Quanto a efficienza, il nuovo impianto avrà un rendimento medio del 15% superiore a quello vecchio, avrà una potenza maggiore di cinque MW (21 contro 16) e produrrà circa 100 milioni di kWh all'anno, contro gli 83 di quello vecchio, alimentando così circa 33.000 famiglie tipo. Quanto ad ambiente e sicurezza, il progetto ha innovato radicalmente la conformazione dell'impianto che è stato effettuato in sotterraneo. Le vecchie condotte forzate che per decenni hanno tagliato in due il paese, correndo a pochi metri dalle case, saranno sostituite da pozzi verticali perforati nella roccia e anche la centrale sarà realizzata in caverna, a una profondità di 850 metri nella montagna.
Questo porterà un'assoluta sicurezza rispetto al rischio di allagamenti o frane, riduzione totale del rumore e dei campi magnetici e rappresenta un miglioramento paesaggistico e ambientale per la comunità circostante.
Dal punto di vista tecnico, l'impianto presenta diversi aspetti innovativi: i pozzi verticali in roccia che ospiteranno le nuove condotte forzate sono realizzati con la tecnica del "raise boring", ovvero con una macchina automatizzata che realizza un foro-pilota perforando dall'alto verso il basso e poi lo allarga alle dimensioni volute, dal basso verso l'alto. La tecnologia è già nota ed è stata usata più volte anche in Alto Adige, mai però erano stati realizzati dei pozzi così profondi, con 430 metri scavati nel granito.
La potenza del nuovo impianto sarà di 25 MegaWatt, pari ad un +19% rispetto all'esistente e la produzione annua è prevista in 100 milioni di KW/h pari, a un +20,5% rispetto all'esistente attuale. Infine, il discorso dei tempi: giusto evidenziare che tutti i lavori procedono secondo il programma e saranno completati entro la fine di novembre di quest'anno.
Il nuovo impianto sarà suddiviso in due parti: la derivazione Valles, originariamente realizzata nel 1938, e la derivazione Fundres, in origine risalente al'52. L'impianto fu costruito dalle Ferrovie per alimentare la linea del Brennero e poi fu ceduto all'Enel nel 1963 all'epoca della nazionalizzazione dell'energia elettrica. La concessione originale di uso dell'acqua a scopo idroelettrico è scaduta il 31 dicembre 2010 e la nuova concessione è stata vinta da Eisackwerk Rio Pusteria Srl. Il nuovo progetto di Eisackwerk Rio Pusteria è risultato essere efficiente e "pulito" dal punto di vista ambientale.
Quanto a efficienza, il nuovo impianto avrà un rendimento medio del 15% superiore a quello vecchio, avrà una potenza maggiore di cinque MW (21 contro 16) e produrrà circa 100 milioni di kWh all'anno, contro gli 83 di quello vecchio, alimentando così circa 33.000 famiglie tipo. Quanto ad ambiente e sicurezza, il progetto ha innovato radicalmente la conformazione dell'impianto che è stato effettuato in sotterraneo. Le vecchie condotte forzate che per decenni hanno tagliato in due il paese, correndo a pochi metri dalle case, saranno sostituite da pozzi verticali perforati nella roccia e anche la centrale sarà realizzata in caverna, a una profondità di 850 metri nella montagna.
Questo porterà un'assoluta sicurezza rispetto al rischio di allagamenti o frane, riduzione totale del rumore e dei campi magnetici e rappresenta un miglioramento paesaggistico e ambientale per la comunità circostante.
Dal punto di vista tecnico, l'impianto presenta diversi aspetti innovativi: i pozzi verticali in roccia che ospiteranno le nuove condotte forzate sono realizzati con la tecnica del "raise boring", ovvero con una macchina automatizzata che realizza un foro-pilota perforando dall'alto verso il basso e poi lo allarga alle dimensioni volute, dal basso verso l'alto. La tecnologia è già nota ed è stata usata più volte anche in Alto Adige, mai però erano stati realizzati dei pozzi così profondi, con 430 metri scavati nel granito.
La potenza del nuovo impianto sarà di 25 MegaWatt, pari ad un +19% rispetto all'esistente e la produzione annua è prevista in 100 milioni di KW/h pari, a un +20,5% rispetto all'esistente attuale. Infine, il discorso dei tempi: giusto evidenziare che tutti i lavori procedono secondo il programma e saranno completati entro la fine di novembre di quest'anno.
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