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BOLZANO. «Votare ancora a novembre? Una iattura. Ma non solo per noi, per tutti». Di lunga estate calda Carlo Costa non vuole sentir parlare. Anche se Spagnolli la teme. In una dichiarazione al Dolomiten il sindaco uscente ha detto “se vi dovessero essere nuove elezioni a novembre si svolgeranno senza di me e senza il vice Ladinser”.
Il problema è quello della maggioranza in consiglio comunale che - ora come ora - non c’è.
«Tornare a votare - si chiede Costa -? Cosa cambierebbe? L'asse strategico resta quello tra Pd e Svp. Tutto il resto non sta in piedi. Dunque, bisognerebbe ancora passare di lì».
Alla vigilia dell'incontro di oggi con gli ecosociali, gli ex alleati inquieti, il deus ex machina della campagna elettorale dei democratici definisce la cornice di riferimento dentro la quale , ripristinando gli antichi e familiari canali di collegamento a sinistra, potrebbe essere allontanata la iattura di cui sopra: «Il loro è un mondo a noi vicino, abbiamo esperienze comuni. Forse è arrivato il momento di ricordarcele queste cose. Così, nell'interesse di tutti e due...».
È questo il punto, a poche ore dal tavolo che vedrà Costa di fronte alla Stefanelli, Margheri e Gallo.
Un universo divenuto improvvisamente riottoso quello ecosociale, con codici di riferimento molto meno in comune che non in passato, poco incline alla disciplina pattizia, soprattutto se il patto riguarda Pd e Svp e non più loro.
È stata questa la frattura, no, Costa?
Mettiamo in chiaro una questione: il tavolo tra noi e la Svp era nelle cose. Si governa insieme da 60 anni. Questa volta si trattava di mettere giù un programma un po' meno vago di quelli passati. Del tipo: prima i temi e poi le alleanze.
Appunto, e gli ecosociali si sono sentiti esclusi.
A torto. Perché quello era un passaggio. Fissato quello si sarebbe trattato di parlarci tra di noi.
E invece?
Si sono irrigiditi. E da lì sono nate le incomprensioni successive.
Che adesso restano, almeno a sentire la reazione sul referendum di Benko e sul resto.
Perché siamo stati due mesi a guardarci in cagnesco. In realtà sul modo di affrontare l'emergenza profughi, sulla sicurezza, le reti sociali, la stessa legge 55 quinquies e la necessità di riformarla siamo molto più vicini di quanto sembri. Ma nei fatti lo siamo, non solo a parole».
Per cui?
Sono fiducioso. Non in un accordo ma almeno nella possibilità di riavviare il dialogo. Per il resto decidano gli elettori. Il ballottaggio funziona così.
Resta comunque strategico l'asse con la Svp?
Certo. Non possiamo metterci a fare politica in assetto variabile.
Ma il Pd a Merano si affianca al centrodestra, a Bressanone no, a Laives...
Il Pd fa semplicemente quello che deve fare: cercare la governabilità. E' questo il compito di un partito che riceve questo tipo di mandato dagli elettori. E' un dovere verso i cittadini. Ma certamente non facciamo alleanze innaturali.
Qualche osservatore dice che a Bolzano è stato penalizzato dal voto proprio il patto Pd-Svp.
Sbagliato. Se si guarda alle città altoatesine, si vede che le cose cambiano. In alcuni casi è avanzato il Pd, in altri noi due insieme, in altri ancora ha perso solo la Svp. Direi che bisogna guardare con tutti e due gli occhi alla questione. A Bolzano, ad esempio, il Pd ha tenuto mentre la Svp ha perduto qualcosa. Magari a causa di loro tensioni interne, forse sulla scelta degli uomini, oppure per polemiche tra le varie anime del partito: Arbeitnehmer, benkiani, contadini , commercianti ecc.. Mi sembra un quadro più complesso, non riconducibile al solo patto bolzanino.
Anche se Spagnolli vincesse il ballottaggio, si prefigura un consiglio a maggioranza risicata e una giunta tutta da definire...
È presto per dirlo. Intanto vinciamo, punto. Poi si penserà alla giunta. Ma i numeri ci sono. Si tratta di vedere come e con chi si vince.
Ci sarà la forza di rinnovare? Le preferenze hanno premiato la vecchia guardia democratica più che i nomi nuovi.
Il Pd è un partito complesso. A Bressanone ci sono state molte novità, tra cui il nostro candidato sindaco. A Laives e Merano pure. A Bolzano penso che Spagnolli saprà trovare il giusto mix tra esperienza e novità.
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