BOLZANO. Caramaschi ieri si è chiuso nel suo studio per tutta la giornata. «Devo scrivere in bella copia il programma. Altrimenti, dove pensiamo di andare?», dice il sindaco. Nel pomeriggio pausa per incontrare Nicol Mastella e Angelo Gennaccaro (Io sto con Bolzano), da cui riceve fumata bianca per la maggioranza: «Nel programma abbiamo trovato molte delle nostre idee». Ma fuori da quella porta è iniziata la battaglia su ruoli e competenze. Poltrone, come previsto. Il Pd non si fa attendere. La prima scintilla è arrivata da Mauro Randi. L’ex assessore ha perso la gara delle preferenze con Sandro Repetto, ma è arrivato comunque secondo. Non sarà sufficiente per confermarlo in giunta. La dura legge delle quote rosa, salvo sorprese, lo vedrà scavalcato da Monica Franch, pure del gruppo Bizzo, unica donna eletta del Pd. Randi abbozza e attacca allo stesso tempo: «Se servirà una donna, sarò felice che Monica diventi assessore. Farò invece barricate perché un solo assessore non accentri le competenze di cultura italiana e sociale: troppo impegnativo, perché si possa fare bene». Siluro indirizzato a Repetto, che punta proprio a quella accoppiata, e si chiude nel silenzio: «Non polemizzerò. La situazione è già abbastanza delicata». Ieri è stata la volta di Roberto Bizzo con una esplicita candidatura di Randi: «Mauro è il secondo più votato della lista Pd. È la persona giusta per guidare il consiglio comunale. Un’altra cosa, sia chiaro che l’assessora donna non sarà lì solo a fare numero». Per il posto di presidente del consiglio comunale, che verrà eletto martedì prossimo, hanno iniziato a girare nel Pd i nomi di Silvano Baratta e Juri Andriollo. Ecco perché Bizzo fa il passo ufficiale e lancia Randi: «Il criterio delle preferenze non può valere solo quando fa comodo agli altri». Mentre il Pd discute, c’è chi immagina il colpo a sorpresa: un presidente del centrodestra, come segnale di apertura. Liliana Di Fede, segretaria del Pd, difende il doppio assessorato: «Unire cultura e sociale significa poter impostare un progetto per fare ripartire la città, dal centro ai quartieri». Non c’è maretta solo nel Pd. C’è la partita dei Verdi, ormai vicini all’accordo. Per convinzione e per dovere istituzionale, i Verdi proporranno in prima battuta il loro candidato sindaco Norbert Lantschner come assessore. Proposta irricevibile per la Svp, anticipa Christoph Baur: «In base alle norme sulla proporzionale linguistica, significherebbe chiedere alla Svp di avere un solo rappresentante in giunta». Se i Verdi intendono effettivamente garantire la maggioranza, la scelta dovrà cadere su Maria Laura Lorenzini, Chiara Rabini o una esterna di area. Gennaccaro schiva le polemiche: «Il più saggio è Caramaschi, che parla a tutti solo delle idee per Bolzano. Una volta che saremo tutti d’accordo, quale irresponsabile romperà il gioco per litigi sulle poltrone? ».

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