BOLZANO. «Degli 11 miliardi del bilancio della Provincia, un miliardo è destinato agli investimenti per il capitolo della mobilità. Dopo che, giustamente, si sono costruite varianti e gallerie anche nell'ultimo paesino dell'Alto Adige, adesso vanno attuati i progetti annunciati da anni per il capoluogo. Scopriamo che non si può fare il tunnel di Monte Tondo? Facciamo almeno la galleria del Guncina o la variante alla statale 12. Sono entrata in consiglio comunale nel 2005 - sindaco allora era Luigi Spagnolli - e a 21 anni di distanza a Bolzano non si è mosso nulla». Dopo il sindaco Claudio Corrarati, è la volta di Sylvia Hofer, responsabile (Ortsobfrau) del gruppo della Svp di Dodiciville – nella foto – (in città i gruppi sono in tutto nove), che si fa interprete del malcontento che sta crescendo anche all'interno del partito e della popolazione di lingua tedesca nei confronti della Provincia.

Non a caso, poche sere fa il gruppo di Dodiciville ha dedicato una seduta al problema viabilità, invitando Franz Locher, consigliere provinciale ed ex sindaco di Sarentino, che durante il suo mandato ha risolto alla grande il problema traffico, tanto che oggi in Val Sarentino da Bolzano si arriva in un attimo. A conferma di quella che più che una sensazione è una certezza: Bolzano - per quanto riguarda le infrastrutture stradali, ma il discorso si può estendere anche agli impianti sportivi - è rimasta indietro. Si sperava nell'Agenda Bolzano che prevede un elenco di grandi opere stradali con investimenti per 410 milioni di euro: 350 dalla Provincia, 60 dal Comune. L'accordo, tra il presidente Arno Kompatscher e il sindaco Renzo Caramaschi, è stato firmato nel 2018, ma i progetti sono ancora sulla carta.

Il sindaco Claudio Corrarati era convinto di riuscire a dare un'accelerata, l'impresa però si sta rivelando più complicata del previsto. L'ultima conferma: il progetto per il tunnel di Monte Tondo. Due le soluzioni presentate pochi giorni dai tecnici della Provincia al sindaco, al vicesindaco Stephan Konder e all'assessora alla mobilità Johanna Ramoser. Quella più interessante per la viabilità cittadina prevede l'uscita del tunnel all'altezza della rotonda davanti ai Magazzini generali di via Macello. È stato spiegato che - per ragioni tecniche - non si può costruire sotto la falda e quindi bisogna tenersi più in superficie. La conseguenza è che sopra il tunnel di Monte Tondo non si potranno realizzare case, sfruttando aree dismesse o in via di dismissione. Non solo: si rischia di dover abbattere un paio di edifici (abitati) compresa la chiesa di San Giuseppe o una parte di essa.

«Del tunnel di Monte Tondo - spiega Hofer - si parla da anni. È un'opera strategica, perché intercetterebbe il traffico di auto, ma soprattutto di camion, che ogni giorno scende dalla Val Sarentino (oltre che da San Genesio) e attraversa le vie del capoluogo. Un pericolo sia per i pedoni che per i ciclisti. Adesso scopriamo che ci sono problemi di falda che renderebbero particolarmente complicata la realizzazione dell'opera. Forse però, anche vedendo ciò che fanno altrove, spendendo qualcosa di più, potrebbero essere superabili».

Il timore di Hofer è che passino altri mesi - se non addirittura anni - e non si muova nulla. «Anche perché - dice la consigliera comunale - da una parte ci sono difficoltà per Monte Tondo e dall'altra non si parla più del tunnel del Guncina e men che meno della variante alla statale 12. In particolare per quest'ultima, lo studio di fattibilità risale ormai ad anni fa. È superato dalle nuove norme, oltre che dai lavori di RfI sotto il Virgolo, che impedirebbero di intervenire contemporaneamente per realizzare un secondo tunnel. Senza parlare dei costi che nel frattempo sono lievitati in maniera esponenziale». Ma se passano gli anni, cambiano i sindaci e gli schieramenti che governano, e non si muove nulla, cosa si può fare per invertire la rotta anche a Bolzano?«Forse dovremmo anche noi aiutare il sindaco a fare più pressione sulla Provincia: dopo tutti gli investimenti nel resto del territorio provinciale, adesso tocca a Bolzano».