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BOLZANO. La crisi morde, anche nel quadrilatero del centro commerciale naturale «Four You», dove le serrande abbassate sono 18, a fronte di un numero di associati che arriva a quota 120. Gli ultimi a chiudere sono stati un centro di estetica in via Dalmazia e Shop Print in via Milano, ma ci sono almeno un paio di negozi in rampa di lancio: uno di occhiali e l’ex Pollicino. Il turnover negli anni è aumentato in percentuale significativa e probabilmente crescerà ancora non appena sarà ultimato il raddoppio del Twenty, a fine 2014. Ma il paradosso è che nonostante le difficoltà di questo periodo passeggiando, anche ad agosto, si ha l’impressione di essere in una zona vitale, autentica. Senza grandi catene, senza franchising ma con commercianti pronti a servirti con il sorriso stampato sulle labbra. Anche i cinesi sono pochi. Ci sono un paio di parrucchieri, un bazar che vende di tutto e un negozio di unghie. Ma quelli che ci sono - assicurano gli stessi commercianti della vecchia guardia - «hanno un buono spirito di corpo» e quando c’è da partecipare ad iniziative comuni non si tirano indietro. Dietro i (molti) tentativi andati a vuoto ci sono una buona dose di incoscienza, una scarsa conoscenza del mercato e la crisi di diversi settori merceologici.
Tra le note dolenti spiccano anche gli affitti, obiettivamente alti per un quartiere vitale ma pur sempre periferico come questo. Per 40 metri quadrati si pagano in media 7-800 euro, ma c’è anche chi ne chiede 1200 per 36 metri o 750 per 50 metri. Bisogna avere fortuna, coraggio e il giusto spirito imprenditoriale. Uno dei negozi più difficili da “piazzare”, sia per la metratura “importante” che per l’affitto, è l’ex Blockbuster in via Torino, un tempo preso d’assalto tanto dai teenager quanto dalle famiglie. Ci sono poi negozi di ristrutturazione edili o agenzie immobiliari che si sono trasferiti e bar storici che hanno cambiato target e gestione.
Per cercare di mettere ordine e iniziare ad elaborare strategie comuni il direttivo del centro commerciale naturale «Four You» ha realizzato uno studio articolato dal quale sono emersi parecchi dati interessanti. Le prime attività commerciali aperte nel quartiere risalgono agli anni Trenta: si tratta della pasticceria Bartolomei e del bar Romagnolo, fondati nel 1936 e rilevati, a metà degli anni Novanta, dagli attuali proprietari. La Casalinga è stata fondata nel 1937 ed è tuttora di proprietà della famiglia Mizzon. La merceria Gurian, invece, è stata fondata nel 1940 e dal 2004 è stata rilevata e ha cambiato insegna. Il quartiere ha vissuto il suo periodo d’oro, anche in termini di affari, una ventina di anni fa, ma i commercianti che ci lavorano oggi non sono certamente “vecchi”. Ben sessantacinque di loro (pari al 61 per cento del totale) sono nati negli anni Sessanta e Settanta.
La vera forza del centro commerciale naturale sta anche nel fatto di avere ancora diversi esponenti della vecchia guardia come l’82enne Carlo Zanella (dell’omonimo negozio di confezioni di via Torino) e la 78enne Luigia Bonaldi della gioielleria di via Dalmazia, oggi in mano alle figlie, ma anche giovani leve particolarmente motivate. È il caso della fotografa Elisa Ferrari di Obiettivo immagine e di Thomas Mittermair di Fleish Designer, entrambi classe Novanta.
Il vero cambio di marcia c’è stato alcuni mesi fa con l’inizio dei lavori di riqualificazione del quartiere con una nuova illuminazione, lo spostamento di alcuni posti macchina o il rifacimento di diversi tratti di marciapiede. «Finchè c’è voglia di cambiare - sottolinea la presidente di “Four You” Elena Bonaldi - vuol dire che c’è anche margine a sufficienza per operare. Non è un periodo in cui si fanno affari d’oro ma non c’è mai stata così tanta coesione tra noi».
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