MERANO. C'era una volta la Conca d'Oro, ristorante-pizzeria che animava uno squarcio di centro cittadino, uno dei tanti passaggi così caratteristici che collegano il braccio superiore di corso Libertà ai Portici. C'era la Conca d'Oro, mentre oggi di luccicante non v'è rimasto più niente. E, come in varie analoghe situazioni in altri punti della città, in attesa che il futuro urbanistico cominci a diventare presente, ossia che dai progetti si passi ai lavori di riqualificazione, è il degrado a prendere il sopravvento, senza che niente e nessuno riesca ad arginarlo.

Rispetto ad altri casi, questa volta non ci troviamo in periferia bensì in pieno centro città. Per fortuna, malgrado rappresenti una magra consolazione, il decadente quadretto è abbastanza celato rispetto alla direttrice del corso. Magari ci si butta l'occhio, ma, magari per abitudine, non ci si bada più di tanto. Eppure è sufficiente inoltrarsi di una decina di metri all'interno del viottolo e l'incuria assale il visitatore. La fotografia è quella triste e amara vista, per esempio, presso l'ex ristorante Bersaglio, giusto per citare un esempio recente, ed equivale a rifiuti abbandonati di vario genere, erbacce, sporcizia.

Col calare della sera, poi, il cortile interno dal quale si intravedono i Portici lungo la galleria, il cui acceso è chiuso da una cancellata, diventa spesso teatro di bivacchi che non fanno altro che contribuire al sozzume.

Il tutto, in una cornice architettonica che, lasciata a se stessa ormai da parecchi anni, non può che offrire una pessima immagine di sé. E sì che solo un paio d'anni fa per quel passaggio Corso-Portici si prospettava un futuro roseo. Lo stallo in cui era piombata l'ex Conca d'Oro sembrava infatti essersi sbloccato nel marzo del 2014, quando la giunta diede parere positivo al progetto presentato dalla Metrogramma & Baumgartner che puntava al rilancio di quell'angolo dimenticato. Doveva essere la gastronomia, riprendendo in qualche modo il filo del ristorante che per tanto tempo aveva caratterizzato la zona, a fare da architrave alla riqualificazione.

Era stata infatti prevista una galleria dedicata al buon cibo e all'arredo legato al settore dell'alimentazione. Pure il nome era già pronto: "Palais Franz Josef - Food art & design gallery". E dunque spazi per la cucina di qualità, negozi di gastronomia, altri dedicati al design. I programmi prevedevano inoltre un piano di uffici e due riservati ad abitazioni. Di quel progetto, tuttavia, si sono perse le tracce e sembra che nessuno, al momento, sappia delineare con una qualche sicurezza il destino del passaggio e delle strutture che vi si affacciano.