BOLZANO. Privacy e Pasdera, note dolenti. «Ho la fortuna di dirigere dal 2003 un reparto che funziona molto bene, che effettua mille interventi l’anno (il 50% cranici ed il 50% spinali) e che dalla sua nascita (nel 1994) ad oggi, ne ha totalizzati diciassettemila. I nostri standard qualitativi sono confrontabili con quelli di Verona ed Innsbruck. Credo però che l’Asl debba darci una mano perchè la privacy così non è gestibile. E’ anacronistica. Se l’informatizzazione non funziona... allora che si torni al cartaceo. Altra cosa i dati Pasdera, non è possibile confrontare la nostra struttura con altre che non hanno le stesse caratteristiche e scoprire che dobbiamo risparmiare. Lo so, costiamo il 50% in più rispetto ad altre realtà ma si tratta di costi fissi che riguardano soprattutto il personale».

Andreas Schwarz - primario di Neurochirurgia al San Maurizio - ha celebrato venerdì e sabato con un convegno all’Eurac i vent’anni dalla fondazione del reparto.

Dodici medici, diciotto infermieri, 21 letti. «Neurochirurgia ha tutto quel che serve e continua ad introdurre importanti innovazioni». E Schwarz ringrazia per questo - senza piaggeria - il direttore di Comprensorio Umberto Tait. «Posso dire di avere il pieno sostegno dell’ospedale che continua a finanziarci ed a sostenerci in maniera adeguata nella crescita ... ultimamente però con la privacy abbiamo problemi seri... speriamo che l’amministrazione ci aiuti a risolvere la questione in tempi rapidi». Il medico spiega che in alcuni casi diventa difficilissimo lavorare: «Se un nostro paziente viene trasferito in un altro reparto, per esempio in Neurologia, per essere sottoposto ad altre analisi o trattamenti, noi ne perdiamo le tracce. Non riusciamo a vedere più la sua cartella clinica. Non sappiamo nulla delle nuove analisi. Dati oscurati. A volte non riusciamo a sapere in che reparto è stato ricoverato. Ma a voi sembra possibile? Trovo che sia anacronistico che nell’era dell’informatizzazione accada questo». I primari del San Maurizio sono in fortissima difficoltà. A nome di tutti parla Federico Martin che ha spedito nei giorni scorsi una lettera alla direzione del Comprensorio di Bolzano. «Come responsabile della Chirurgia generale e dopo aver sentito molti dei colleghi direttori di questo ospedale, esprimo il mio/nostro totale disappunto per le conseguenze derivate dall'oscuramento dei dati in relazione alle norme sulla privacy. Tale disappunto deriva dal constatare come sia a dismisura cresciuta la difficoltá ed in moltissimi casi l'impossibilitá di accedere a dati dei pazienti fondamentali per la raccolta dell'anamnesi, una corretta impostazione diagnostica e terapeutica ed una programmazione per eventuale intervento chirurgico. Tutto ció é ancor piú evidente nei pazienti che prevedono un follow-up oncologico, che necessitano di decisioni cliniche urgenti, che hanno in programma un intervento chirurgico, che provengono da altri reparti». Una soluzione s’impone. E intanto a proposito del Pasdera l’Asl fa sapere che lunedì 15 dicembre - alle 14 veranno consegnati i dati a tutte le organizzazioni sindacali.