PHOTO
BOLZANO. Il rapporto dei vigili del fuoco parla chiaro: non è stata una fuga di gas a distruggere domenica all’alba il “New Pub”. Due le ipotesi che si profilano: un mozzicone di sigaretta che pian piano ha innescato l’incendio oppure - e questa è l’ipotesi che preoccupa di più - qualcuno ha sparso all’interno del locale del liquido infiammabile, appiccando poi il fuoco.
La prima ipotesi. Francesca Monti, ingegnere e coordinatrice della sezione polizia giudiziaria dei vigili del fuoco di Bolzano, ieri mattina ha effettuato un nuovo sopralluogo all’interno del “New Pub”.
L’esperta spiega la prima ipotesi del rapporto: «I fumi che si formano da una combustione lenta, sono gas a loro volta infiammabili, pur essendo il prodotto di una combustione. Possono dare luogo all’esplosione, quando all’improvviso vengono in contatto con l’ossigeno. Ovviamente, devono avere una certa temperatura».
E la temperatura all’interno del locale era alta. Secondo i tecnici, si è arrivati a quasi mille gradi. Le fiamme hanno sciolto l’alluminio che si trovava nel soffitto. Secondo i tecnici dei vigili del fuoco, se si è trattato di un incidente, potrebbe essere partito da un po’ di cenere.
All’una il bar chiude. Ma in un cestino dei rifiuti potrebbe essere finito anche un mozzicone di sigaretta ancora acceso, che potrebbe aver svolto una funzione di “innesco” bruciando della carta o altro materiale presente nelle vicinanze, e provocando una lentissima combustione. In questo caso, il fumo diventa densissimo. Passano le ore. Sale la temperatura. Supera i 500 gradi. Scoppia il vetro. Entra l’ossigeno, che incendia i fumi surriscaldati. Boom, una fiammata brucia tutto in pochi secondi, distruggendo completamente il locale.
La seconda ipotesi Ma l’incendio accidentale non convince molto gli esperti dei vigili del fuoco. Perché? «Perché le fiamme hanno distrutto il bar in modo omogeneo - spiega Hansjörg Elsler, funzionario dei pompieri, giunto in Corso Libertà per coordinare i rilievi -. La sensazione, da esperto, è che sia stato usato un “acceleratore”. Allo stato attuale non possiamo escludere il dolo. Qualcuno potrebbe aver gettato del liquido infiammabile».
Lo conferma la collega Monti: «L’incendio è divampato in modo generalizzato in tutto il locale. Continuiamo con i sopralluoghi, per confrontare le nostre ipotesi. La questura ha fatto anche dei briefing sul posto. Alla fine metteremo insieme gli elementi. Dobbiamo immaginare un percorso che produce tanto fumo, con una piccola fiamma. Il rogo potrebbe essere iniziato ore prima».
Ma sono quelle “ore” che non convincono. Qualcuno, tra l’una di notte e le quattro del mattino, passando da Corso Libertà, avrebbe dovuto notare il fumo denso uscire dal locale. Invece, niente. «Non possiamo escludere che qualcuno sia entrato usando liquidi infiammabili - prosegue Francesca Monti -. Basta una bottiglia di superalcolici per dare il via all’inferno. Verranno comunque fatte analisi agli impianti che si trovano sotto il locale».
Gli agenti della Squadra Mobile, infatti, hanno effettuato dei prelievi del suolo, per analizzare il materiale. Se verranno trovate tracce di liquido infiammabile, lontano dal bancone, allora l’ipotesi del dolo si concretizzerebbe.
L’indagine Intanto, gli agenti hanno raccolto le dichiarazioni dei proprietari del locale, Salvo Faija e la moglie Ivana Jurcic. Entrambi confermano di non essere mai stati minacciati da quando hanno preso in gestione il “New Pub”. Nei prossimi giorni verranno visionati i filmati della telecamera della Banca Popolare e verranno anche sentiti nuovamente i residenti della zona.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


