Bolzano. L’emergenza Coronavirus non poteva risparmiare le celebrazioni del 25 aprile. La Festa della Liberazione non potrà avere oggi alcun appuntamento pubblico. Cancellati i due cortei attraverso i simboli della resistenza e della violenza nazifascista, resterà un solo momento simbolico. Il Comune, d’accordo con il Commissariato del governo e la Provincia ha condensato questo 25 aprile in una tappa. Questa mattina il sindaco Renzo Caramaschi, il presidente Arno Kompatscher, il prefetto Vito Cusumano e il presidente dell’Anpi Guido Margheri si incontreranno al muro del Lager. Saranno soli, senza bandiere, polizia municipale, accompagnatori e cittadini. Con le mascherine e distanti uno dall’altro. Un minuto di silenzio e se ne andranno. «Il decreto del governo vieta gli assembramenti. Altro non potevamo fare», sottolinea Caramaschi. L’Anpi visiterà invece gli altri luoghi, ma con un solo rappresentante (articolo a lato). Formula ridotta, ma significato pieno, chiarisce Caramaschi: «Il muro del Lager è la coscienza storica di Bolzano, il simbolo delle nefandezze commesse e del respiro della liberazione, che arrivò il 25 aprile. Mai come in questi giorni capiamo quanto sia bella la libertà, quanto sia forte la voglia di ricostruire e quanto importante la responsabilità di ogni singolo cittadino». Kompatscher lancia il suo messaggio contro «la tentazione di normalizzare tutto. Parlare di storia condivisa diventa l’equivoco che fossero tutti dalla parte della ragione, a modo loro. No, non sono stati tutti uguali. Distinguere il bene dal male è attuale più che mai».