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BOLZANO. «Abbiamo mandato la richiesta in tredici scuole, per chiedere di poter utilizzare la palestra per la settimana a Sharm. Tutte, per motivi diversi, ci hanno risposto picche. Unica possibilità: la sala parrocchiale del Centro Madre Teresa di Calcutta a Firmian che però è piccola e soprattutto poco adatta per svolgere le nostre attività». Mauro Astolfi, responsabile di Arteviva, la società affiliata alla Uisp, racconta così le difficoltà incontrate quest’anno, per trovare una palestra da utilizzare durante la settimana di vacanze forzate che tanti grattacapi - oltre a spese aggiuntive - crea alle famiglie.
L’associazione propone per i bambini dai 5 fino a 12-13 anni, dalle 7.45 alle 17 di ieri fino a venerdì, una serie di attività che hanno come filo conduttore l’arte circense: costo 100 euro.
«Lo scorso anno tutto si era svolto alle Foscolo - spiega Astolfi - ma stavolta anche quella scuola ci ha risposto che i custodi erano in ferie e quindi la struttura non era utilizzabile. A quel punto avendo a disposizione solo la sala parrocchiale di Firmian abbiamo deciso di bloccare le iscrizioni a 25, evitando di arrivare ai 40 previsti per mancanza di spazi adeguati».
Nel frattempo il responsabile dell’associazione ha giocato l’ultima carta. Ha chiesto alla direttrice delle “Pestalozzi” e ha ottenuto la disponibilità della palestra fino a domani; mentre giovedì e venerdì l’attività di Arteviva dovrà “emigrare” al centro parrocchiale di Firmian.
«Intendiamoci, non voglio fare polemiche, però il Comune non può da una parte esortare le associazioni a organizzare iniziative per venire incontro alle famiglie che non sanno dove sistemare i figli durante la settimana in cui le scuole sono chiuse e dall’altra non preoccuparsi di metterci a disposizione le palestre. Sulla scorta di quanto successo a noi - ma mi risulta che altre associazioni si siano trovate in situazioni analoghe - è auspicabile che il prossimo anno il Comune curi il coordinamento delle iniziative - facendo possibilmente una scaletta delle priorità - e dell’uso delle palestre».
Una richiesta più che legittima visto che la settimana a Sharm, introdotta alcuni anni fa tra mille polemiche, crea un sacco di problemi alle famiglie, in particolare a quelle italiane che vivono in città, che non potendo andare in vacanza, non potendo prendere ferie, non avendo nonni o zii da utilizzare come baby sitter, devono - pagando ovviamente - trovare per i figli una sistemazione alternativa alla scuola.
Le offerte sono tante e tutte hanno fatto il pieno di partecipanti.
Sono una cinquantina i bambini iscritti alla settimana a Sharm proposta dall’Ussa, dedicata interamente allo sport - tennis innanzitutto - e al gioco. La quota è di 30 euro, per attività che vanno dalle 8 alle 13 e si svolgono presso il Centro tennis di via Parma e nel cortile delle scuole Alfieri.
Per gli appassionati delle lingue, Alpha Beta propone “English autumn fun week”: costo 98 euro dalle 8 alle 13. I posti - in tutto una quindicina - sono andati subito esauriti. Lo stesso dicasi per la proposta dell’Upad, indirizzata ai bambini dai 6 ai 12 anni: 80 euro con pranzo e merenda compresi.
Una ventina gli iscritti, dai 3 ai 10 anni, alle iniziative del Vke che si svolgono nella casa-gioco di via Parma.
Costo 60 euro per un servizio che va dalle 7.45 alle 14.45.(a.m)


