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BOLZANO. Niente sale giochi in un raggio di 300 metri da scuole e centri giovanili. È quanto prevede un disegno di legge provinciale predisposto dalla Svp dopo le ultime polemiche sul rilascio delle licenze in viale Europa. La legge mira anche ad impedire ai minorenni di entrare nei locali.
La proposta inizierà il suo iter in commissione legislativa non appena terminate le ferie d’agosto. In pratica si modifica la normativa esistente aggiungendo un articolo che recita: «Per ragioni di tutela di determinate categorie di persone e per prevenire il vizio del gioco, l’autorizzazione per l’esercizio di sale da giochi e di attrazione non può essere concessa ove gli stessi siano ubicati in un raggio di 300 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale». Il richiedente dell’autorizzazione per le sale giochi «dovrà prestare idonee garanzie affinché sia impedito l’accesso ai minorenni». Con delibera della giunta provinciale «potranno poi essere individuati altri luoghi sensibili in cui è vietata l’attività di gioco, tenuto conto dell’impatto della stessa sul contesto urbano e sulla sicurezza pubblica, nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico ed il disturbo della quiete pubblica». Inoltre il disegno di legge prevede il divieto - sempre nel raggio di 300 metri da scuole e centri giovanili - di «qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da giochi e di attrazione». Il compito di fare osservare la legge andrà oltre che alle forze dell’ordine anche alla polizia municipale.
Il disegno di legge porta la firma di 7 consiglieri provinciali della Stella alpina: Dieter Steger, Elmar Pichler Rolle, Arnold Schuler, Veronika Stirner Brantsch, Josef Noggler, Georg Pardeller e Maria Hochgruber Kuenzer. «Il gioco d’azzardo è molto diffuso e comporta il rischio - da non sottovalutare - della dipendenza, tanto che negli ultimi anni tale gioco è divenuto sempre più un problema sociale», sottolineano i consiglieri provinciali. Questi ultimi vogliono assolutamente evitare il pericolo che «anche i minorenni entrino nella spirale della dipendenza, dove quando si inizia a giocare, si smette soltanto nel momento in cui non ci sono più soldi». «Oltre agli effetti negativi sui rapporti umani che spesso si basano su bugie e scuse, c’è soprattutto il peso delle difficoltà finanziarie: i debiti comportano continui conflitti coi creditori e spesso spingono anche i familiari ai limiti delle loro forze», così i consiglieri Svp.
L’obiettivo della legge è quello di evitare il coinvolgimento di minori nella spirale del gioco. I previsti 300 metri di distanza minima dalle scuole vanno in questa direzione. Se il ddl fosse già in vigore non avrebbero ragione d’essere nemmeno la polemica nata nelle ultime settimane sull’apertura di una sala giochi in viale Europa, al civico 124. I residenti della zona sono contrari - a maggioranza - all’arrivo della sala giochi vicina alle scuole Max Valier, Ada Negri, Stifter e Pestalozzi. «Non è ammissibile che scolari e studenti debbano anche solo correre il rischio di essere attratti da una pratica pericolosa come quella del gioco d’azzardo», dicono i residenti. In primavera era scoppiata la stessa polemica. Sempre in viale Europa, ma al civico 60. Adesso basterà aspettare la nuova legge, che forse arriverà però troppo tardi per i casi in questione, ma ne eviterà altri simili.
La proposta inizierà il suo iter in commissione legislativa non appena terminate le ferie d’agosto. In pratica si modifica la normativa esistente aggiungendo un articolo che recita: «Per ragioni di tutela di determinate categorie di persone e per prevenire il vizio del gioco, l’autorizzazione per l’esercizio di sale da giochi e di attrazione non può essere concessa ove gli stessi siano ubicati in un raggio di 300 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale». Il richiedente dell’autorizzazione per le sale giochi «dovrà prestare idonee garanzie affinché sia impedito l’accesso ai minorenni». Con delibera della giunta provinciale «potranno poi essere individuati altri luoghi sensibili in cui è vietata l’attività di gioco, tenuto conto dell’impatto della stessa sul contesto urbano e sulla sicurezza pubblica, nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico ed il disturbo della quiete pubblica». Inoltre il disegno di legge prevede il divieto - sempre nel raggio di 300 metri da scuole e centri giovanili - di «qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da giochi e di attrazione». Il compito di fare osservare la legge andrà oltre che alle forze dell’ordine anche alla polizia municipale.
Il disegno di legge porta la firma di 7 consiglieri provinciali della Stella alpina: Dieter Steger, Elmar Pichler Rolle, Arnold Schuler, Veronika Stirner Brantsch, Josef Noggler, Georg Pardeller e Maria Hochgruber Kuenzer. «Il gioco d’azzardo è molto diffuso e comporta il rischio - da non sottovalutare - della dipendenza, tanto che negli ultimi anni tale gioco è divenuto sempre più un problema sociale», sottolineano i consiglieri provinciali. Questi ultimi vogliono assolutamente evitare il pericolo che «anche i minorenni entrino nella spirale della dipendenza, dove quando si inizia a giocare, si smette soltanto nel momento in cui non ci sono più soldi». «Oltre agli effetti negativi sui rapporti umani che spesso si basano su bugie e scuse, c’è soprattutto il peso delle difficoltà finanziarie: i debiti comportano continui conflitti coi creditori e spesso spingono anche i familiari ai limiti delle loro forze», così i consiglieri Svp.
L’obiettivo della legge è quello di evitare il coinvolgimento di minori nella spirale del gioco. I previsti 300 metri di distanza minima dalle scuole vanno in questa direzione. Se il ddl fosse già in vigore non avrebbero ragione d’essere nemmeno la polemica nata nelle ultime settimane sull’apertura di una sala giochi in viale Europa, al civico 124. I residenti della zona sono contrari - a maggioranza - all’arrivo della sala giochi vicina alle scuole Max Valier, Ada Negri, Stifter e Pestalozzi. «Non è ammissibile che scolari e studenti debbano anche solo correre il rischio di essere attratti da una pratica pericolosa come quella del gioco d’azzardo», dicono i residenti. In primavera era scoppiata la stessa polemica. Sempre in viale Europa, ma al civico 60. Adesso basterà aspettare la nuova legge, che forse arriverà però troppo tardi per i casi in questione, ma ne eviterà altri simili.
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