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BOLZANO. «Abbiamo parlato più volte con diversi consiglieri comunali per cercare di ottenere un voto favorevole all’idoneità urbanistica dell’area. Abbiamo parlato con esponenti di tutti gli schieramenti politici, dunque con consiglieri sia di maggioranza che di opposizione, chiedendo un voto a favore ma non abbiamo mai offerto o promesso soldi a nessuno». E’ questo quanto gli imprenditori immobiliari Angelo ed Antonio Dalle Nogare hanno puntualizzato nelle ultime ore a fronte delle ipotesi di reato avanzate dalla Procura (istigazione alla corruzione) in relazione alla vicenda del terreno oltre via Resia (Mair-Defranceschi) sul quale potrebbero sorgere 110 alloggi per il ceto medio destinati all’Ipes. La Procura ha però iscritto sul registro degli indagati i due uomini d’affare sulla base di una precisa indicazione.
Agli atti del procedimento (in mano al sostituto procuratore Giancarlo Bramante) c’è almeno una testimonianza che giustifica l’iscrizione a registro con l’ipotesi dell’offerta o della promesse di benefit personali qualora l’affare (un valore complessivo di 24 milioni di euro) fosse andato a buon fine. «I miei clienti non si capacitano di chi possa aver insinuato una cosa del genere» puntualizza l’avvocato Carlo Bertacchi, difensore di fiducia dei due imprenditori. Nessuna offerta di denaro, dunque, ma l’ipotesi di accusa con la quale la Procura sta lavorando è estremamente fastidiosa per i due noti imprenditori bolzanini accomunati alle voci di un ritorno alla logica delle tangenti per i grandi affari con la pubblica amministrazione. Nel frattempo è difficile poter individuare quale ipotesi di abuso in atti d’ufficio sia stata avanzata dalla Procura nell’ambito della stessa inchiesta. Questo perchè da un’analisi dell’iter seguito dalla riproposizione del terreno già bocciato in precedenza (con sentenza sfavorevole di Tar e Consiglio di Stato) non sembrano per il momento emergere passaggi «oscuri». Anche il presunto intervento di Katia Tenti, (capo dipartimento dell’amministrazione provinciale con competenze sull’edilizia abitativa) sull’avvocato Bianca Maria Giudiceandrea del Comune di Bolzano nel quale sarebbero state «esercitate indebite pressioni» (come sostenuto dal consigliere comunale Alberto Filippi) si sarebbe rivelato una illazione.
In effetti agli atti del procedimento in corso è stato acquisito anche il verbale della testimonianza nella quale la stessa legale del Comune smentisce di aver subìto qualsiasi tipo di pressione (per fornire un parere legale favorevole) e smentisce anche sia stata la Tenti a chiamarla e ad attivarsi per favorire gli imprenditori inquisiti. Sulla figura di Katia Tenti, gli inquirenti nel frattempo sembrano intenzionati a verificare ogni ipotesi al punto che i carabinieri l’altra sera hanno acquisito anche documentazione riguardante la vita privata di Antonio Dalle Nogare compresa della corrispondenza personale tra lo stesso imprenditore e la funzionaria provinciale. Intanto verifiche preliminari sono scattate anche in relazione all’iter seguito per la vendita di undici alloggi sempre di Dalle Nogare all’Ipes nella zona di Egna.
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