Arrestati per un equivoco. Sembra una storia presa pari pari dal film «La banda dei babbi natale» con Aldo, Giovanni e Giacomo. Le tre persone fermate nella notte tra venerdì e sabato in via Riva del Garda, a Bolzano, mentre perlustravano una villetta armate di torce, non erano ladri ma i “guardiani” incaricati dalla padrona di casa - ossessionata dai continui furti nel quartiere - di controllare di notte la proprietà.

Notati da un vicino, che ha dato subito l’allarme, colti in flagrante dalle forze dell’ordine con la “refurtiva” in mano, c’è voluta una notte in cella, proprio come nel film, per sbrogliare il groviglio di coincidenze ed equivoci di cui la presunta “banda di Oltrisarco” è rimasta - suo malgrado - vittima.


tutto nasce quando, venerdì mattina una donna anziana, proprietaria di una casa in via Riva del Garda, nota che l’ingresso principale della sua abitazione è stato forzato. Qualcuno ha trascorso la notte nel suo appartamento. Da settimane, lei trascorre la notte dalla sorella.


La signora chiede a tre conoscenti un favore: passare la notte nel camper parcheggiato in giardino, per «pizzicare» i ladri sul fatto.


I tre uomini sono Cristiano Clementi, 30 anni, e i suoi due amici senegalesi Elhadji Babou Drame, 35 anni, e Oumar Sall, 33 anni. Con loro c’è anche un 17enne, figlio del co-proprietario della villetta.


Venerdì sera, dunque, i quattro si mettono «comodi» nel camper. Verso le 2 sentono rumori strani provenire dall’appartamenti. Il primo pensiero è ovvio: «C’è qualcuno, sono i ladri». Gli amici decidono di dare una controllatina, sperando di beccarli sul fatto.


Salgono le scale e con la chiave - consegnata loro dalla proprietaria - aprono la porta.

L’elettricità è staccata, quindi sono obbligati ad usare delle torce elettriche che hanno con sé. Fanno il giro dell’appartamento e scoprono da dove proviene quello strano rumore: una finestra è semi aperta e continua a sbattere a causa del vento.

Il bolzanino la chiude. Tutto a posto. I ladri non ci sono. Si può tornare a dormire nel camper. Purtroppo, la perlustrazione notturna dei tre uomini viene osservata da un vicino di casa, che sta fumando una sigaretta alla finestra. Il vicino non sa che i tre uomini e il ragazzino hanno il compito di “fare la guardia”. Sa solo che la donna è fuori casa. Quando vede le luci delle torce non può fare altro che chiamare aiuto.


Ma non finisce qui. I tre uomini stanno lasciando l’abitazione, proprio mentre arrivano le forze dell’ordine.. Da settimane si registrano furti in zona. Morale: i “guardiani” vengono scambiati per i tanto ricercati ladri. Quando i tre vengono fermati, dicono di essere amici della proprietaria. A volte è la prima «scusa» che scappa ai ladri veri: le forze dell’ordine non li prendono sul serio, e li portano via. Come se non bastasse, viene trovata anche la presunta «refurtiva»: una pelliccia e una giacca in pelle (che in realtà sono stati dati loro dalla proprietaria, per ripararsi dal freddo). Solo il giorno seguente, dopo aver passato una notte in cella, si scoprirà che i tre uomini dicevano la verità. Gli Aldo, Giovanni e Giacomo di Bolzano sono stati rilasciati, con tante scuse, dal giudice Walter Pelino.