BOLZANO. «Io abito dall’altra parte della città, alla coop di via Macello non vengo mai, però quando ho saputo dell’iniziativa ho deciso di farmi portare fin qui da mio figlio». Laura Müller ha riempito il carrello di prodotti da destinare ai profughi: «È una bella iniziativa - dice -: con poco si può fare tanto».

Anche Ludwig Thalheimer, di professione fotografo, ha fatto un’eccezione alle sue abitudini: «Non uso mai la macchina per fare la spesa, non mi serve abitando in centro. La causa però è di quelle per cui vale la pena fare uno strappo alla regola. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tanta disperazione: venire qui oggi l’ho sentito come un dovere. Preoccupato per l’arrivo di tanti profughi? Assolutamente no. Sono paure tanto infondate, quanto pericolose».

Andrea Sarri, insegnante, alla Koncoop di via Macello ci va ogni tanto, però quando ha saputo dell’iniziativa ha deciso che avrebbe fatto la sua parte: «È una bella idea che può servire ad aiutare concretamente i tanti disperati che arrivano in stazione con la speranza di ricominciare una nuova vita in Europa».

Lissi Mair e Claudia Peterlini abitano in Bassa Atesina, anche loro per un giorno hanno fatto uno strappo alla regola, per dare una mano ai profughi. «Con un piccolo gesto - commenta Mair - si può fare molto per alleviare, almeno un po’, la sofferenza di chi si è lasciato alle spalle l’inferno per inseguire il sogno di una nuova vita». Alla fine di queste tre giornate, gli alimenti raccolti saranno consegnati a Volontarius, l’associazione che cura la prima assistenza ai profughi che arrivano da ogni parte del mondo e vengono bloccati a Bolzano.