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BOLZANO. Dopo anni di incomprensibile tergiversare, finalmente ci si muove: il Comune ha pubblicato il bando per i lavori di ristrutturazione della casa di riposo Don Bosco di via Milano. Poco meno di 4,2 milioni di euro per realizzare l’atteso e necessario nucleo Alzheimer. Il bando scade il 21 maggio prossimo. Tenuto conto della complessa procedura di aggiudicazione e di eventuali ricorsi di concorrenti esclusi, l’assessore ai lavori pubblici Luigi Gallo si augura di poter iniziare i lavori entro quest’anno.
Il bando era assai atteso e lo stesso assessore, presentando qualche settimana fa il bilancio di previsione 2014 del proprio comparto, aveva auspicato la pubblicazione quanto prima.
I tecnici gli hanno dato retta e il bando è appena comparso sul sito provinciale: 4.185.745,29 euro. Apertura buste il 26 maggio, lavori al via si spera in estate, ma l’assessore, più cauto, realisticamente auspica di avviare il cantiere entro il 2014. Una necessità, perché nelle case di riposo cittadine gli ospiti affetti da demenza senile sono in forte aumento, in primo luogo quelli colti da Alzheimer. I quali necessitano di strutture ad hoc. Non bastano una stanza, un tavolo e un bagno. Patologia delicata, serve un ambiente iper-protetto.
Il nucleo Alzheimer, di cui si parla almeno da una decina di anni, dispone già di un progetto, che è finanziato a bilancio 2014. Si prevede la ristrutturazione con ampliamento di un settore della casa di riposo, al fine di realizzare per l’appunto un nuovo nucleo Alzheimer (quello attuale, nonostante gli sforzi dell’Assb, non raggiunge l’ottimale), una nuova autorimessa interrata, nuovi spogliatoi e uffici al piano terra. Il nucleo Alzheimer disporrà anche di un’ampia zona giorno con giardino pensile.
Che il progetto sia delicato e complesso, è ben illustrato dalla relazione tecnica municipale, risalente addirittura all’anno 2010. «La prospetttiva dell’intervento - si legge - è la valorizzazione del rapporto con l’edificio esistente e il paesaggio circostante mediante la realizzazione di un’architettura organica e materica che minimizzi l’impatto ambientale e, contemporaneamente, ridefinisca il fronte strada e l’ingresso principale con una composizione armonica dei volumi a naturale completamento di un complesso edificato nel tempo». Particolare attenzione sarà dedicata alle coperture, previste piane e verdi, «al fine di massimizzare la presenza di vegetazione e creare un ambiente confortevole». All’interno si punta alla creazione di ambienti sicuri e piacevoli, dotati di molta luce naturale e una diffusa atmosfera domestica. L’ambiente nel suo insieme, dovrà avere una grande potenzialità terapeutica derivante dalla scelta consapevole delle forme, dei colori, dei materiali, delle finiture, dell’illuminazione, degli arredi e degli ausili tecnologici. «Non è sufficiente - si legge in dettaglio - pensare di evitare o eliminare le barriere architettoniche e rispettare esclusivamente gli standard per poter ottenere ambienti terapeutici adatti a certi tipi di patologie cliniche». Le barriere non sono solo fisiche «ma anche quelle percettive che, in generale, risultano essere spesso quelle più disattese per la mancanza di approfondimento delle esigenze del paziente geriatrico».
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