BOLZANO. In attesa che il sogno del tram si realizzi, il Comune punta sul metrobus nella speranza di convincere le migliaia di pendolari che ogni giorno arrivano dall’Oltradige a lasciare a casa la macchina. Ieri l’assessore ai lavori pubblici Luis Walcher, assieme agli ingegneri Mario Begher ed Enrico Corsani e alla geometra Claudia Perissinotto, ha presentato il tratto di corsia preferenziale per il trasporto pubblico e la ciclabile bidirezionale in via Druso, nel tratto compreso tra via Resia e via Mendola .

«È stato un lavoro molto impegnativo - ha detto Walcher - sia in termini economici che logistici, visto che via Druso è da sempre la strada più importante anche per i mezzi di soccorso. Abbiamo dovuto garantire sempre due corsie aperte al traffico per i mezzi di emergenza, ma siamo riusciti senza particolari problemi a realizzare l’intervento in sei mesi».

I lavori su un tratto di via Druso di circa 700 metri, sono stati eseguiti dalla ditta Oberosler. Si è approfittato della necessità di ridisegnare la strada, per mettere le nuove tubazioni del teleriscaldamento e dell’acquedotto oltre che per rifare l’illuminazione pubblica.

Un intervento costato complessivamente 2 milioni e 906 mila euro di cui 2.380.000 a carico del Comune ed 526 mila a carico di Seab. L’importo comprende i lavori stradali e le spese per espropri, sistemazione del verde, illuminazione. La Provincia finanzierà per un 50% l’opera.

Attualmente la corsia preferenziale per il metrobus va da via Castel Firmiano a via Resia e poi in via Druso fino all’incrocio con via Sorrento; ancora da fare invece il tratto Caldaro-Pillhof. L’assessore Walcher ha annunciato che a maggio si aprirà il cantiere per un altro tratto di corsia preferenziale tra piazza Adriano e ponte Druso; successivamente partirà il secondo lotto tra via Palermo e piazza Adriano e il terzo lotto via Sorrento -via Palermo.

Resta irrisolto per il momento, ma non si sa per quanto esattamente, il problema del compendio Anas che si trova in fondo a via Druso, dove oltre alla casa cantoniera c’è anche l’edificio che ospita l’archivio. La pista pedo-ciclabile finisce proprio davanti al complesso e i ciclisti sono costretti a salire sul marciapiede, per altro piuttosto stretto, dove rischiano di investire i pedoni, oppure devono scendere sulla corsia riservata al bus e taxi. «È già deciso - ha assicurato l’assessore Walcher - che il complesso verrà abbattuto; sui tempi però è difficile fare previsioni, perché spetta all’Anas spostare l’archivio».

A margine della presentazione c’è da segnalare la polemica sollevata dal consigliere Claudio Della Ratta sui costi: «Gli oltre dieci milioni (la spesa totale, ndr) necessari alla corsia metrobus sul tracciato cittadino, imposto dalla Provincia come opera sovracomunale, ha dovuto sostenerli il Comune, per poi "trattare" a fatica su un rimborso pari alla metà delle spese, quando invece avrebbero dovuto essere ad intero carico provinciale. È vero che verrà utilizzata anche da un paio di linee della Sasa, si tratta però di un’opera imposta che va principalmente a beneficio dei pendolari dell'Oltradige. La città è stata completamente scavalcata».