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BOLZANO. Doveva aprire il 1º di giugno, ma quella della passerella sul Talvera all’altezza di vicolo Sabbia sta diventando una sorta di telenovela. L’apertura è stata rinviata.
A quando? «Alla fine del mese», assicura l’ingegner Mario Bergher.
Ma la fine di giugno sarà davvero la volta buona? I bolzanini sono scettici e hanno ottimi motivi per esserlo, visto che è dal gennaio del 2012 che la passerella è chiusa per motivi di sicurezza. Cosa questa che costringe tutti coloro che usano quotidianamente la bici per spostarsi in città a fare lunghi giri dell’oca.
«Lo so - ammette Begher - che la gente si lamenta, ma capita anche quando si fanno dei lavori in casa che ci possa no essere degli imprevisti. Qui c’ è stata una serie di concause che hanno purtroppo rallentato l’iter dei lavori. Eravamo già a buon punto, quando un escavatore è scivolato e sfortuna ha voluto che con il braccio sia andato a toccare la parte alta della pila della passerella. Ma non basta: il calcestruzzo ha bisogno di un periodo di 28 giorni per maturare, periodo che non era ancora trascorso e questo ha causato ulteriori problemi. La ditta, incaricata dei lavori, è dovuta intervenire, ovviamente a sue spese, per rinforzare la struttura».
A questo punto cosa manca ancora perché si possa aprire la passerella?
«Si sta facendo la pavimentazione, quindi verranno messi i pannelli di rivestimento e poi si passerà alla fase del collaudo. È già stato nominato il collaudatore. Non dovrebbero esserci ulteriori problemi, per aprire a fine giugno. L’attesa in effetti è stata lunga, però la nuova struttura è più larga di quella originale che era stata pensata soltanto per i pedoni. Questa è pedociclabile. In caso di emergenza potranno passare anche un’ambulanza e un furgone dei vigili del fuoco».
Il nuovo manufatto, che costerà alle casse dell’amministrazione comunale circa 300 mila euro, è lungo 54 metri e pesa 42 tonnellate.
Oltre alla passerella chiusa, sulle passeggiate del Talvera c’è anche il bar Righi, di proprietà del Comune, chiuso. Dopo la fine dell’esperienza fatta con i nomadi, la gestione del locale è stata messa in gara.
Vincitrice era risultata la società di calcio Virtus Don Bosco che alla fine aveva rinunciato; quindi la gestione del bar che si affaccia sui campi da calcio è stata affidata alla cooperativa Il Punto.
«Per quanto ci riguarda - assicura il vicesindaco Klaus Ladinser - la cooperativa ha tutte le carte in regola per partire con l’attività, non so per quale motivo non abbiano ancora aperto».(a.m)


