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BOLZANO. Tutto come previsto: i “cespugli” del centrodestra voltano le spalle a Alessandro Urzì. Le lotte intestine e i personalismi che, in pochi anni, hanno distrutto lo storico patrimonio di voti del centrodestra, riemergono con forza alla vigilia del ballottaggio con il sindaco uscente Luigi Spagnolli previsto per domenica 24 maggio. Sull’indicazione di voto Fratelli d’Italia addirittura si spacca.
La legge truffa. Ieri mattina, in una conferenza stampa, i partiti, cui Urzì aveva chiesto l’appoggio, hanno spiegano perché non lo voteranno, invitando a disertare le urne. Giovanni Benussi ha giustificato la scelta come segno di protesta nei confronti di quella che ha definito “legge ballottaggio truffa”, in quanto in Alto Adige, per tutelare la minoranza tedesca, non dà il premio di maggioranza al sindaco che vince il ballottaggio. «Era successo così anche a me nel 2005: ho vinto, ma non mi hanno fatto governare. Succederebbe lo stesso se vincesse Urzì. E comunque neppure Spagnolli avrà i numeri per governare, per questo prevedo nuove elezioni in autunno». Invito a disertare le urne anche da Maurizio Puglisi Ghizzi di Casapound che ha attaccato Urzì: «Non ha nessuna intenzione di fare il sindaco, perché non avendo i numeri per formare la maggioranza, si dimetterà per evitare di perdere il posto in consiglio». Giorgio Zen del Partito dei pensionati ha invitato invece ad andare a votare, ma ha lasciato libertà di scelta agli elettori.
Fratelli d’Italia. Il partito si è spaccato. Mariateresa Tomada dopo aver attaccato Urzì (“non è credibile a meno che non si dimetta domani dal consiglio provinciale”), si è tolta quale sassolino rimproverando agli organi centrali del partito di non aver sostenuto la campagna elettorale. Quindi la stilettata a Giorgia Meloni: «È venuta a Bolzano per fare due passi e andare dal parrucchiere». Tomada invita dunque a non andare a votare, ma da Roma è arrivato l’ordine di Ignazio La Russa di appoggiare Urzì: «La prima regola di Fratelli d'Italia è quella di non favorire la sinistra. Evidentemente Tomada non ha ancora digerito il risultato personale. Il ballottaggio a Bolzano è una prova generale per l'Italicum che prevede che la destra converga in un'unica lista». Così il coordinatore provinciale Alberto Sigismondi: «Mi adeguo, ma alla fine rischio di restare solo». Probabile oggi l’annuncio dell’addio di Tomada e altri candidati a Fratelli d’Italia.
Urzì. Dopo due giorni di incontri - ieri ha visto Dado Duzzi che si è riservato di decidere - Urzì non è riuscito ad ampliare l’alleanza e può contare solo sui voti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Unitalia che lo hanno sostenuto al primo turno. «La conseguenza di questo appello - scrive - da parte del drappello di delusi per il proprio risultato personale avrà per paradosso un unico risultato: rafforzare quello che era stato indicato come anche il proprio avversario, ossia Luigi Spagnolli e la sinistra. Un tradimento vero e proprio verso i propri elettori». Urzì comunque non si dà per vinto e punta ad andare al di là delle segreterie dei partiti e conquistare i voti per strada, parlando direttamente ai bolzanini. (a.m)


