CALDARO. Le oltre cento baite a Passo Mendola avranno finalmente un acquedotto nuovo. Anche la giunta di Caldaro, nei giorni scorsi, ha dato il via libera al primo lotto del progetto esecutivo nella zona Plaz di Sopra, sul territorio comunale di Cavareno. Ingenti i costi complessivi del progetto che si aggirano sul milione e seicento mila euro.

L'iter progettuale è durato oltre 3 anni. È del marzo 2009, infatti, l'accordo di programma con il Comune di Cavareno per la ricostruzione ex novo dell'impianto. Nell'aprile 2010 il coordinamento dei lavori è stato assegnato al Comune di Cavareno e nel febbraio di quest'anno anche la giunta caldarese ha dato il benestare al primo lotto del progetto esecutivo che prevede un importo complessivo di 1,678 milioni di euro, di cui 1,085 milioni per le prestazioni e 542 mila euro come somma a disposizione del Comune. Il progetto è stato elaborato e firmato dall'ingegner Alberto Zambotti. «Per quanto attiene i tempi di realizzazione dell’opera - ammette l’assessore Sinn - è ancora prematuro pronunciarsi anche se ritengo ci siano le condizioni per iniziare i lavori entro l'anno».

Proprio alla fine della scorsa estate c’erano stati problemi non da poco con l’acqua potabile a Passo Mendola, tanto da renderne necessaria la bollitura per qualche giorno. Il sindaco di Cavareno aveva firmato un’ordinanza in particolare per le località Genzianelle, Sauti e Campi da Golf. A riscontrare le infiltrazioni erano state le analisi effettuate da Dolomiti Energia il 9 agosto. Il prelievo era stato fatto in una zona di bosco molto antropizzata (con baite usate d’estate come seconde case) al confine con Caldaro. Il provvedimento era servito per prevenire problemi di salute pubblica legati al consumo d’acqua. «Purtroppo per la Mendola - aveva sottolineato il sindaco Zani - il problema dell'inquinamento idrico estivo è una costante. L’acquedotto è un colabrodo». Il progetto della nuova rete idrica è andato un po’ per le lunghe per complicazioni burocratiche e per i tempi limitati dovendo lavorare in montagna dove c’è la neve fino ad aprile. L'opera è stata divisa in due lotti e ora è pronto il progetto esecutivo del primo (costo 1,679 milioni) con il 70% della spesa a carico di Cavareno e il 30% di Caldaro. La rete idrica, che verrà alimentata da sorgenti da captare in quota (due sono nei pressi della pista da sci Campi da Golf - Rifugio Mezzavia), servirà 182 baite in gran parte appartenenti ad altoatesini che sono in larga misura sul territorio catastale di Cavareno (135 casette) e le altre (47) su quello di Caldaro.

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