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BOLZANO. Orario di lavoro e riposi dei medici, in ospedale cambia tutto. Il 25 novembre entra - infatti - in vigore la direttiva europea che allinea l’Italia al resto d’Europa. La legge prevede come minimo 11 ore consecutive di riposo giornaliero, massimo 48 ore di lavoro settimanale (compreso lo straordinario), rispetto del limite massimo di 12 ore e 50 minuti di lavoro giornaliero e ancora 24 ore di riposo settimanale. «Per i medici con la nuova normativa sarà impossibile coprire i turni, gli straordinari, aggiungerne altri, prevedere la reperibilità: ricordiamo che finora questi strumenti hanno consentito di mantenere quantomeno una turnazione». Il sistema ospedale - con meno medici a disposizione - rischia così di andare in tilt ed alcuni primari fanno sapere che stilare i turni - rispettando i nuovi parametri - significherà chiudere delle attività all’interno dei reparti e ridurre le prestazioni dal 15 al 20%. E ricordiamo che il problema maggiore resta quello degli ospedali di periferia che rischiano di essere fuori norma e anche quello legale in caso di errore medico per un intervento effettuato oltre l’orario di lavoro consentito. L’Anpo (il sindacato dei primari) sta sollecitando tutti i colleghi ad adeguare i turni ricordando ai singoli che in futuro - in caso di contestazioni - l’assicurazione potrebbe non pagare se risultasse che il tal professionista lavorava senza rispettare le nuove regole sugli orari di lavoro e sui riposi. Il problema è che alcuni reparti rischiano di lavorare senza copertura assicurativa.
Claudio Volanti - segretario Anaao - chiede all’Asl di emanare una circolare per i primari ed i medici che spieghi nel dettaglio la questione: «Riteniamo che un chiarimento sia indispensabile anche perchè le normali contrattuali aziendali e di comparto sono superate e l’unico modo che abbiamo per uscirne è fare urgentemente un nuovo contratto collettivo provinciale che recepisca la normativa europea». Ma cosa dice la nuova legge nel dettaglio?
Rispetto del limite massimo di 12 ore e 50’ di lavoro giornaliero. Il limite massimo di orario di lavoro giornaliero non è 13 ore ma 12 e 50’ poiché dopo 6 ore di lavoro è obbligatorio rispettare una pausa minima di 10 minuti.
Rispetto del limite massimo di 48 ore di durata media dell’orario di lavoro settimanale. Compreso lo straordinario. L’orario contrattuale di lavoro settimanale per la dirigenza medica e sanitaria rimane fissato a 40 ore a Bolzano nel resto d’Italia è a 38.
Rispetto del limite minimo di 11 ore continuative di riposo nell’arco di un giorno. Non sarà più possibile - dunque come si fa oggi - il frazionamento.
E adesso facciamo alcuni esempi per far capire come cambierà la vita in reparto partendo dalle 11 ore non più frazionabili.
Problemi con le guardie. Oggi il medico di guardia entra in ospedale alle 8 e ci resta fino alle 14 poi stacca e torna a lavorare alle 20 per andare avanti fino alle 8 della mattina. Dal 25 novembre un turno del genere non sarà più possibile e questo vuol dire che in reparto ci vorrà un medico in più.
Problemi con la reperibilità.
Altro esempio va fatto sulla reperibilità. Un medico che ha lavorato dalle 8 alle 17 (9 ore) e stacca può tornare a lavorare non più di 3 ore e 50 (per un totale di 12 ore e 50). Ovvio che anche in questo caso servono professionisti in più. Altra questione... i medici non possono lavorare più di sei giorni di seguito ed oggi succede che in certe situazioni di urgenza clinica si arrivi tranquillamente a sette. Vista la situazione i medici chiedono chiarezza all’Azienda. «In un momento di spending review, di prestazioni fuori orario che non vengono più pagate con 50 primari che non vedranno l’indennità di risultato e la tredicesima per supposta retribuzione esagerata (il famoso tetto dei 240 mila euro lordi l’anno imposto da Renzi), resta da capire come ne uscirà l’Alto Adige».


