MERANO. Visto che la ricerca della seconda area dove realizzare uno dei due nuovi campi nomadi, partita ormai sette anni fa, continua a dare esito negativo, l'amministrazione comunale decide di passare a concretizzare almeno la prima delle due soluzioni. Quella che prevede il trasloco di una parte delle famiglie di sinti al di là del cavalcavia della superstrada, dove fino a un anno fa erano presenti i depositi di ghiaia della impresa Erdbau, sempre dentro l'alveo di un fiume, questa volta dell'Adige. Domani sera in commissione consiliare territorio e lavori pubblici sarà presentato lo studio di fattibilità predisposto dall'ingegner Wolfgang Helfer nel lontano settembre 2006 e aggiornato lo scorso gennaio.

Per costruire il nuovo campo nomadi alla confluenza, che potrà solo accogliere metà degli attuali ospiti del campo di via Postgranz, l'amministrazione dovrà spendere 1,33 milioni di euro, cifra lontana dall'ipotesi contenuta nel bilancio di previsione 2010, quando si parlava di una spesa massima intorno ai 900 mila euro. Nel preventivo di spesa che accompagna lo studio di fattibilità dell'ingegnere di Lana sono compresi anche i costi per l'acquisto e il montaggio delle casette che si vogliono posizionare nel campo in sostituzione delle roulotte o delle baracche sorte nel corso degli anni sotto il cavalcavia della Mebo.

A onor del vero non saranno tutti soldi che dovrà sborsare il Comune, visto che per questo genere di interventi la Provincia elargisce contributi che possono raggiungere la copertura fino all'80% della spesa. Di sicuro l'amministrazione comunale, di tasca propria, dovrà realizzare entro fine anno il muro ciclopico necessario per proteggere il nuovo campo nomadi dalle eventuali piene dell'Adige.

Il passaggio in consiglio comunale è necessario per consentire l'inserimento del progetto nel programma annuale dei lavori pubblici. Una spesa, quella del milione e trecentomila euro, che starà stretta ai partiti del centrodestra, in particolare a quella Lega Nord che nel suo programma elettorale aveva inserito la cancellazione del campo alla confluenza.

L'urgenza di passare dalle parole ai fatti è data soprattutto dalle pressioni che arrivano dalla Provincia e dall'Ufficio strade in particolare, per poter mettere mano al cavalcavia della Mebo che attraversa la confluenza Adige-Passirio. Il manufatto sono anni che si trova sotto la lente d'ingrandimento della Provincia perchè necessità di urgenti lavori di consolidamento che non possono essere effettuati fino a quando sotto di esso si trovano roulotte e camper dei nomadi.

Resta infine in alto mare l'ipotesi di costruzione di un secondo mini campo: nessuno lo vuole avere vicino e anche l'ipotesi di utilizzare un angolo dell'areale militare di Maia Bassa è fallita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA