Bolzano. Il nuovo palaghiaccio costerà più di 14 milioni. «Probabile che si finisca quasi a 16 o poco meno» dicono in Comune. Anticipando così, una messa a punto contabile che era ancora solo nell’aria. Ma l’intesa raggiunta l’altra mattina in giunta costituisce la base politica per avviare il progetto preliminare e poi definitivo, il quale resta in questo modo parte integrante dell’accordo di programma. Con un ulteriore step che si appresta a far compiere alla questione il sindaco: «Tra breve rivedrò Kompatscher - rivela Renzo Caramaschi - e la proposta da sottoporgli è questa: inserire la costruzione della pista nell’Agenda Bolzano. Così come per le grandi opere della mobilità. Il nuovo palaghiaccio dovrà essere dentro un’intesa controfirmata da noi due». Il municipio, dunque, si attende che palazzo Widmann metta nel suo bilancio il 50% dei costi dell’operazione, visto che l'altra metà è già in quello del Comune. «Questo - aggiunge il sindaco - al netto di quelli che potranno essere i contributi in arrivo dal Coni». I quali, peraltro, sono stati ampiamente promessi. E vengono ufficiosamente dati per scontati, anche se non è certa la proporzione del contributo. A sua volta Claudio Lucchin, l'architetto che ha già consegnato alle due istituzioni lo studio di fattibilità dell’opera, ha chiarito quali sono gli elementi che renderanno questa struttura prevista a fianco del vecchio Palaonda, qualcosa di più di una semplice seconda pista: «Per ora sono stati inseriti un parcheggio per almeno 60 posti auto e la possibilità di risistemare la biglietteria, uno spazio per il ristoro, piccole tribune a ridosso della nuova pista sopraelevata, spazi per i genitori dei ragazzini che si alleneranno ma anche un museo dell'hockey».

Che a Bolzano è atteso da anni, viste le glorie che possono vantare le squadre che si sono succedute con i colori biancorossi fin dai tempi dell’arena di via Roma. Sarà la sopraelevazione uno degli elementi che consegneranno alla struttura quella identità flessibile in grado di ospitare tutta questa serie di strutture di contorno e anche, se non soprattutto, la possibilità di creare un nuovo parcheggio in una zona che ne offre col contagocce. Oltre ad uno slargo che potrebbe acquisire i contorni di una piazza. Come chiarisce il vicesindaco «E' stato il Comune a promuovere lo studio di fattibilità per verificare l'attualità esecutiva sia in termini strutturali ma pure urbanistici e architettonici». La Zona, e anche quel quadrante che insiste sulla Fiera, è sì di «interesse provinciale», ma è il Comune ad avere la gestione del Palaonda, che infatti è assegnato in capo a Seab, e l’avrà anche per il secondo palaghiaccio. Sta qui il senso dell’accelerazione inferta alla questione. «Perché tutte le grandi piste da hockey e da pattinaggio, come quella che possiede la città - argomenta Lucchin - hanno poi la necessità di averne una seconda di allenamento. E questo sia per attirare squadre internazionali che volessero fare qui i propri ritiri che per consentire a Bolzano di ospitare grandi concerti senza dover gravare sulle attività delle squadre». Ma c’è un altro elemento che tiene il Comune molto concentrato sul progetto. Si tratta della grande pressione che esercitano le piccole squadre, le società giovanili, gli altri sport del ghiaccio come il pattinaggio o la velocità che ora si accalcano intorno alla fittissima agenda operativa del Palaonda, spesso non trovando varchi per i loro calendari, e che da sempre chiedono luoghi per dare spazio ai ragazzini.

La seconda pista avrebbe così non soltanto una mission di tipo tecnico-strutturale, ma svolgerebbe un compiuto sociale su cui il municipio conta molto. P.C.

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