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TERMENO. I telefonini sono pericolosi per la nostra salute? Questo è stato il tema centrale della serata organizzata dalla Comunità comprensoriale con il contributo di alcuni esperti italiani e stranieri. All’origine dell’incontro-dibattito la volontà di Tim e Vodafone di installare una nuova antenna da 30 metri nella zona ricreativa «Cholera» a Termeno, a 200 metri dalle case. «C’è già l’accordo con il privato - spiega il sindaco Werner Dissertori - ma il parere del Comune è negativo. So che la Provincia rivendica la competenza in materia, ma anche noi vogliamo contare di più. Non possiamo decidere in commissione edilizia su porte e finestre e poi non avere voce in capitolo su un’antenna vicino alle case». La materia, in assoluto, è caratterizzata da conflitti di interesse. E la scienza ne è la prima vittima. Se a pagare gli studi è l'industria, la probabilità di trovare un effetto nocivo è del 28%, spiega Henry Lai dell'università di Washington, ma diventa il 67% quando i fondi sono indipendenti. A fare gli onori di casa a Termeno , in una sala gremitissima, sono stati il sindaco, il presidente del Comprensorio Schiefer e il moderatore Christoph von Elzenbaum. L'ingegner Dietrich Moldan ha rassicurato i presenti, almeno sulle radiazioni presenti in zona. «In base ai dati disponibili - ha spiegato - le radiazioni misiurate a Termeno, Cortaccia e Montagna (dove sono state raccolte 600 firme contro l'installazione di un’antenna Vodafone a Pinzano) sono molto basse e non possono considerarsi in alcun modo pericolose. In ogni caso, per mantenere questa situazione ottimale, bisognerà essere molto prudenti in futuro nell'autorizzare nuovi impianti per la telefonia mobile». Moldan ha fatto poi un paragone con la situazione di Germania e Austria che non si discosta più di tanto da quella altoatesina. L'esperto di medicina ambientale Gerd Oberfeld ha affrontato il problema dal punto di vista sanitario. «I problemi riguardano in particolare mamme incinte e bambini piccoli». Secondo Oberfeld sarebbe opportuno realizzare, al posto degli impianti previsti a Termeno e Montagna, un unico impianto a Gmund, nella parte meridionale del Monte di Mezzo. Il ripetitore potrebbe coprire il fabbisogno delle zone di Montagna, Ora e Termeno con un carico inferiore di radiazioni. Il dirigente provinciale Luca Verdi ha invitato i Comuni a trovare, per quanto possibile, un'intesa sui siti con le compagnie interessate. «Per attribuire le competenze in materia ai Comuni la legge dovrebbe essere modificata ma sarebbe comunque opportuno disporre di un piano delle infrastrutture per le comunicazioni nel quale elencare i siti potenzialmente idonei». Al termine della discussione con i residenti il Comprensorio si è detto disposto a intervenire presso l'assessorato provinciale competente d'intesa con i Comuni per definire a breve una strategia comune. Resta da capire se la Provincia sia disposta o meno a cedere parte delle sue competenze ai Comuni. E per ora, stando alle recenti prese di posizione del presidente Durnwalder, la risposta non è certo affermativa.
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