BOLZANO. Le nuove regole sulle indennità dei consiglieri regionali? In caso di approvazione della riforma costituzionale, le autonomie speciali verrebbero «graziate», in virtù della famosa clausola di salvaguardia. Ma non tutte le novità sui costi della politica inserite nella riforma si trovano sotto quell’ombrello. Il taglio definitivo dei finanziamenti ai gruppi consiliari sono al di fuori della clausola. È di questo che si è discusso venerdì a Roma nella Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative, da cui è uscita all’unanimità l’indicazione di assumere direttamente i collaboratori dei gruppi consiliari là dove, come nel consiglio provinciale di Bolzano, attualmente vengono assunti dai gruppi.

Viene invece archiviata, almeno al momento, la discussione estiva, un po’ surreale, che si era aperta in consiglio regionale sull’indennità dei consiglieri, da parificare al sindaco del capoluogo. L’articolo 122 della riforma costituzionale, che andrà a referendum il 4 dicembre, prevede l’unificazione dei compensi dei consigli regionali. Spetterà a una legge nazionale, si legge nella legge costituzionale «Boschi», stabilire la durata degli organi elettivi e i relativi emolumenti «nel limite dell’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione». Sono previste anche, sempre in caso di vittoria del sì al referendum, regole uniformi in tutta Italia sulle quote rosa: «La legge della Repubblica stabilisce altresì i principi fondamentali per promuovere l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza». Ma non in Trentino Alto Adige e nelle altre regioni a statuto speciale. L’articolo 122 su quote rosa e indennità dei consiglieri regionali ricade nella clausola di salvaguardia per la quale ha lottato strenuamente la Svp con il governo. Si tratta della norma che rinvia l’applicazione nelle «speciali» delle modifiche al titolo V Costituzione, con la nuova ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni. La clausola di salvaguardia sancisce che quella parte di riforma costituzionale non si applicherà fino alla revisione dello Statuto attraverso il meccanismo dell’intesa tra Stato e autonomia speciale.

Le schede elaborate dal Servizio studi della Camera sono esplicite sul fatto che la clausola di salvaguardia per le autonomie speciali «copra» anche l’articolo sulle indennità dei consiglieri regionali. Eppure questa estate l’ufficio di presidenza del consiglio regionale aveva iniziato a discutere dell’eventuale applicazione dell’articolo e dei modi per aggirare i tagli che avrebbe comportato. Prendere a riferimento l'indennità del sindaco di Trento (Comune capoluogo di Regione, 8.771 euro lordi, circa 5 mila netti) comporterebbe 500 euro in meno di quanto guadagnano oggi i consiglieri regionali. Ecco allora che qualcuno aveva buttato là una idea: fare la media tra le indennità dei sindaci di Trento e Bolzano. Visto che il sindaco di Bolzano guadagna 12.380 euro lordi al mese, il risultato sarebbe 10.575 euro, ovvero circa 6 mila euro al mese. Vale a dire 500 in più di oggi. Un esercizio di fantasia che al momento si è dimostrato superfluo. E il decreto Monti del 2012 sul taglio della indennità della giunta provinciale? La legge di applicazione giace in consiglio provinciale, tra dubbi Svp di applicabilità nelle speciali e studio di una legge complessiva sui costi della politica.

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