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BOLZANO. La certezza è che la cooperativa Gwb per disabili di via Mayr Nusser ai Piani non rimarrà sola.
Dopo la prima disponibilità manifestata da Giovanni Podini attraverso la Fondazione di famiglia l'appello portato avanti dall'Alto Adige ha toccato altre due personalità importanti nel mondo dell'imprenditoria altoatesina.
La possibilità di dare una mano per riparare parte dei 10.000 euro di danni causati da un furto, infatti, arriva anche da Roland Buratti e Georg Oberrauch. L’imprenditoria, insomma, si dimostra particolarmente sensibile per un fatto che ha assunto i contorni della simbolica reazione alla delinquenza che non guarda in faccia nessuno. «Se possiamo essere utili lo facciamo volentieri. Chiederemo informazioni e prenderemo contatto con la coop per valutare esattamente che margini di intervento ci siano». La struttura dei Piani, lo ricordiamo, è stata oggetto di una spaccata che ha scosso l'opinione pubblica per le modalità e, soprattutto, le vittime. Non tanto per il bottino del furto (1.500 euro) quanto per le conseguenze strutturali scoperti dall’assicurazione. I soldi che bisognerebbe spendere, (in mancanza di un'assicurazione che avrebbe gravato sulle altre attività sociali) intaccherebbero le gite per gli utenti o altri singoli progetti.
La cooperativa assiste 65 disabili in tutto tra Bolzano e Merano con una forza lavoro di circa una dozzina di educatori. I ladri, inoltre, si sono appropriati di una busta con 600 euro in contanti che serviva per i momenti di svago comunitario come un semplice gelato. Nei laboratori, infatti, gli utenti si dedicano a veri e propri lavori di assemblaggio e creatività per conto di aziende locali con cui intercorrono rapporti di collaborazione professionale di fornitura. Dalla componentistica idraulica ai portabottiglie di legno in questi luoghi i disabili imparano a prendere confidenza con il concetto di lavoro e guadagno. Si avviano, insomma, all'autonomia in vista di un inserimento definitivo nel mondo professionale. Un cammino di vita dove si incontra la sfortuna, ma ci sono anche le mani (di chi ti dà una mano) che aiutano a superarle.


