BOLZANO. Se la prende con la giunta Spagnolli perché nelle ultime sedute non ha fatto altro che deliberare contributi alle associazioni. Lui, Robert Oberrauch, candidato sindaco di Forza Bolzano e dell’intero centrodestra, si definisce «uomo del fare». Nei primi cento giorni, in caso di elezione a primo cittadino, vuole subito mettere mano al piano urbanistico, «non con quella cartina al tornasole dell’attuale giunta che è il Masterplan, solo un vuoto documento».
 Lei proviene da una famiglia mistilingue ed è sostenuto da una coalizione formata da partiti spesso in contrasto con la Svp. Quale significato dà alla convivenza?
 
«È una grande ricchezza, un vantaggio unico per chi abita a Bolzano, basta riuscire a prendere il meglio l’uno dall’altro. Per questo più occasioni di incontro ci sono tra cittadini di gruppi linguistici differenti, meglio è».
 Eppure la Stella alpina ha scelto il suo rivale Spagnolli, indicandolo proprio come garante della convivenza.
 
«La Svp è un partito importante, ha governato bene l’Alto Adige e voglio governare con loro. Ma in questo momento il centrodestra deve occuparsi di sé stesso e conquistare l’elettorato con le proprie idee e proposte, neppure la Stella alpina preferisce un socio debole come è stato fino ad oggi. Come alleanze non prendo in considerazione il centrodestra tedesco, impossibile un governo senza il partito di raccolta».
 Cosa pensa di una grande coalizione dopo un’eventuale stallo post-elettorale tra i due schieramenti principali?
 
«Vogliamo vincere e credo che anche l’elettorato chieda chiarezza, siamo molto più coesi noi che un’alleanza formata da Svp e Rifondazione comunista».
 Anno dopo anno scoppiano sempre le polemiche sui monumenti. Che idea ha per il futuro?
 
«Certamente non è necessario realizzarne di nuovi, quelli esistenti sono il residuo di un’epoca e più se ne parla, più si dà loro importanza. Per lo specifico di quello alla Vittoria, bisogna aprirlo alla città e spiegarlo alla popolazione, come allo stesso modo bisogna conoscere di più la storia di questa terra».
 Come intende risolvere il problema della mancanza di alloggi nel capoluogo?
 
«Non ha senso costruire ancora oltre i nuovi rioni di Firmian e Casanova, meglio utilizzare gli immensi spazi dell’areale Fs e quelli, più piccoli in diverse parti della città. Per questo bisogna lavorare sul Puc, per trovare area per l’edilizia, ma anche per dare sviluppo all’economia con il settore della costruzioni».
 Cosa propone in tema di viabilità?
 
«Una strada parallela a via Resia, verso ovest, in modo che la stessa via Resia sia sgravata dal traffico aumentato considerevolmente per la presenza dei nuovi rioni Firmian e Casanova. Proprio questi due ultimi quartieri sono l’esempio di come non si deve fare, mancano servizi e infrastrutture e le scuole arriveranno quando i bambini saranno già grandi».
 E sulle grandi arterie viabilistiche?
 
«Bisogna spostare l’A22 in galleria, utilizzando l’attuale viadotto autostradale come circonvallazione».
 Remore sul minimetrò?
 
«Si tratta di un’opera da valutare con attenzione, mi piace di più il progetto Leitner lungo l’Isarco che la soluzione su viale Druso».
 Ha un’idea per valorizzare gli spazi verdi?
 
«Il parco Petrarca deve essere rivitalizzato con locali e luoghi per incontrarsi, in questo modo sarebbe anche meno pericoloso di com’è».

Oberrauch vuole un ruolo di primo piano per la città. «Appare chiaro che in questi anni la Provincia abbia preso il sopravvento. Ma non c’è dialogo senza pari dignità», sottolinea il candidato sindaco del centrodestra.
 Dove agire per arrivare a questo obiettivo?
 
«Intanto sulla distribuzione delle risorse. Bolzano ha un quinto della popolazione altoatesina, ma molto di più in termini di produzione di reddito che poi si riversa sulla Provincia attraverso i 9/10 delle imposte. Ecco, questo rapporto va riequilibrato a favore della città».
 Basta il denaro per rendere la città più autonoma dal potere provinciale?
 
«No, ma è inutile lamentarsi che non ci sono soldi, se poi non si fa nulla per cambiare le cose, come è stato in questi ultimi anni. Su altri fronti è importante e francamente inconcepibile che il Comune non sia rappresentato in enti come il Museion o la Libera università».
 Servizi comunali e tariffe, cosa vuole cambiare rispetto al quadro attuale? L’acqua deve rimanere un bene pubblico?
 
«Il servizio dell’acquedotto deve rimanere com’è. E se in bilancio ci saranno più risorse, si potrà intervenire per abbassare le tariffe. Non siamo d’accordo su come è stata gestita la questione dei rifiuti, senza dialogare con i rappresentanti degli amministratori di condominio sul tema dei cassonetti personalizzati per il residuo».
 Tra le problematiche giovanili c’è la piaga dell’alcolismo. Avete una proposta per guarirla?
 
«L’alcolismo minorile è un problema. Ci vuole prevenzione e solo dopo la repressione. Serve il coinvolgimento dei giovani e dei genitori, spazi e luoghi di incontro per tutti i gruppi linguistici. Inoltre la pratica sportiva è un importante antidoto, ecco la necessità di premiare le società sportive in base al numero di under 18 che praticano l’attività con loro e non con il sistema dei contributi a pioggia».
 Da tempo si dibatte se realizzare o meno un centro commerciale a Bolzano. È necessario?
 
«Tutta la questione del commercio deve andare in più direzioni. In centro o al Mercatino di Natale i clienti non mancheranno mai, bisogna invece valorizzare di più la periferia, da Don Bosco a Oltrisarco il commercio di vicinato deve rimanere ed essere rafforzato».
 E il centro commerciale?
 
«Se è qualcosa di diverso rispetto a quello che c’è già, allora bene, magari creando occasioni di lavoro per gli altoatesini under 40, con l’avvio di attività commerciali».
 A Bolzano un decimo della popolazione è straniera. Come intende governare questo fenomeno?
 
«Serve uno specifico assessorato, valorizzando chi è in regola, ma essendo inflessibili con chi commette reati oppure non ha il permesso di soggiorno. In tema di sicurezza bisogna dire basta al racket dell’accattonaggio».