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BOLZANO. La Volkspartei si ritrova oggi a congresso come sempre nella splendida sala del Kurhaus di Merano, ma non sarà un'assemblea plenaria scontata o ordinaria: se per un verso infatti non ci sono dubbi di sorta sull'incoronazione di Richard Theiner alla guida del partito anche per il prossimo triennio, visto che ha ottenuto quasi il 94% dei consensi dei delegati sulla base del suo progetto di "autonomia integrale", per altro verso tutto è molto incerto, a partire dalla definizione del metodo per arrivare all'individuazione del futuro capolista alle provinciali del prossimo anno, ovvero alla successione del presidente Luis Durnwalder. L'Obmann Theiner del resto su questo tema, "per rispetto del congresso", ma anche per non restare con il "cerino populista" fra le dita, non ha voluto schierarsi apertamente per le primarie fra gli iscritti oppure per delegare al prossimo congresso la scelta. E come sempre "Kaiser Luis" non è certo venuto in suo soccorso anche se lui una preferenza l'ha espressa: «Le primarie non mi piacciono», ha detto ieri differenziandosi anche dai "suoi" contadini del Bauernbund che invece le invocano. Poi in maniera chiara quanto sibillina, il presidente Durnwalder, a margine del convegno della Cgil sull'autonomia, ieri è tornato a ribadire: «Non mi ricandido, ma sono un uomo politico e perciò farò politica fin quando vivo. Apprezzo l'invito dell'associazione dei contadini di ricandidarmi, ma l'ho detto 3.577 volte e lo ripeto ancora una volta: non mi ricandido. Se poi il partito - ha aggiunto - dovesse ritenere che io possa ancora essere utile all'Alto Adige, non mi tirerò indietro. Posso dare il mio contributo, anche non facendo il presidente della Provincia». Infine sulla scelta del suo successore Durnwalder ha fatto un "affondo" di fioretto: «Non basta essere simpatico e avere una bella faccia per trattare con Roma e con Vienna. Poi l'Alto Adige ha 511.000 abitanti, troveremo sicuramente la persona giusta». Fatte tutte queste premesse, ma chi "sale" e chi "scende" dentro la Volkspartei considerato che oggi si definiranno di fatto anche coloro che potranno ambire ad una poltrona nella futura giunta? Non c'è dubbio che anche il congresso di oggi con l'incoronazione di Theiner darà la sua "benedizione" ad un gruppo di dirigenti che fa capo in particolare ai due onorevoli Siegfried Brugger - da molti ormai indicato come il probabile futuro Landeshauptmann - e Karl Zeller che con l'Obmann hanno da tempo stretto una sorta di "patto di ferro" al quale aderisce anche, seppur più defilata, una forte componente sia dell'ala economica, che del Bauernbund. Anche se la battuta di Leo Tiefenthaler sul "futuro presidente che dovrà essere un vero contadino che odora di stalla" non è stata particolarmente felice ed elegante. Non ci sarà una particolare "benedizione" invece per l'ex Obmann Elmar Pichler Rolle e non solo per la sua passata esperienza alla guida del partito, ma perchè con la richiesta di primarie addirittura fra tutti gli elettori, ha forse calato un "asso" poco gradito alla tradizionale prudenza della base della Stella alpina. In difficoltà sono anche i due vicesegretari politici uscenti Thomas Widmann e Martha Stocker che si ritrovano su sponde opposte: il primo favorevole ad affidare al congresso la scelta del futuro capolista; la seconda invece sostenitrice delle primarie fra gli iscritti. Poi ci sono i molti "aspiranti", molti dei quali si stanno facendo le ossa nelle diverse istituzioni acquisendo esperienza: parliamo, ad esempio, di Arno Kompatscher che guida il consorzio dei Comuni, di Walter Pardatscher che preside l'Autobrennero, dell'eurodeputato Herbert Dorfmann, del presidene dell'Università e della Bbt austriaca Konrad Bergmeister oppure ancora del battagliero consigliere provinciale Arnold Schuler. Oggi da Merano le prime indicazioni.
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