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Bolzano. Cosa si potrà fare e cosa non si potrà fare in Alto Adige dal 24 dicembre al 6 gennaio. Il presidente Arno Kompatscher firmerà oggi l’ordinanza con la «via altoatesina», basata su alcune regole più rigide, altre più morbide rispetto al resto d’Italia. Kompatscher ha anticipato sabato i contenuti dell’ordinanza, ma c’è tempo fino all’ultimo momento per un ripensamento sulle chiusure. È questo l’obiettivo di Unione commercio, Hgv e Confesercenti, categorie impegnate in un serrato pressing per evitare la zona rossa non stop dalla vigilia di Natale alla Befana. Ieri intanto l’Alto Adige è diventato zona gialla: ammessi i viaggi al di fuori della provincia. Solo per un giorno. Oggi entrerà in vigore in tutta Italia il divieto di movimento al di fuori delle Regioni e Province autonome.
L’ordinanza
L’ordinanza di Kompatscher prevederà la libertà di movimento in tutto il territorio provinciale dal 24 dicembre al 6 gennaio. Questo è lo strappo rispetto alle regole nazionali del decreto Natale del premier Conte. L’obiettivo è consentire attività all’aria aperta e qualche visita a parenti e amici, con l’appello a rispettare ogni precauzione. Resterà il coprifuoco tra le ore 22 e le 5: si potrà circolare per ragioni di necessità e lavoro (autocertificazione).
La scelta più rigida annunciata da Kompatscher è la previsione della zona rossa per tutti i 14 giorni, mentre in Italia si alterneranno giorni rossi e giorni arancioni. In Alto Adige dovrebbero chiudere per tutto il periodo negozi, centri estetici, bar e ristoranti (garantito asporto e consegna a domicilio). In Italia invece i negozi resteranno aperti il 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio. La firma di oggi è attesa anche per le regole sui festeggiamenti di Natale: verranno consentiti pranzi e cene con familiari stretti, genitori e partner non conviventi. Il sindaco Renzo Caramaschi non adotterà per Bolzano ordinanze più restrittive rispetto alla Provincia: «Se potremo girare per farci qualche passeggiata e sarà tutto chiuso, non vedo cosa dovrei inasprire».
Il pressing
«Speriamo in un ripensamento, almeno per quanto riguarda i negozi. Chiediamo al presidente Kompatscher di consentire i quattro giorni di aperture previste per i negozi nel resto d’Italia», è l’appello di Mirco Benetello (Confesercenti), dopo i toni molto duri dell’Unione commercio. Manfred Pinzger (Hgv) chiede un ripensamento sui ristoranti: «Hotel e affittacamere sono in gravissima difficoltà: apriranno forse 200 attività su 10 mila. Si permetta almeno ai ristoranti di lavorare, i protocolli vengono rispettati. È inutile penalizzare il turismo. Le scene di assembramenti negli Apres Ski raccontano irresponsabilità tutte locali». FR.G.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’ordinanza
L’ordinanza di Kompatscher prevederà la libertà di movimento in tutto il territorio provinciale dal 24 dicembre al 6 gennaio. Questo è lo strappo rispetto alle regole nazionali del decreto Natale del premier Conte. L’obiettivo è consentire attività all’aria aperta e qualche visita a parenti e amici, con l’appello a rispettare ogni precauzione. Resterà il coprifuoco tra le ore 22 e le 5: si potrà circolare per ragioni di necessità e lavoro (autocertificazione).
La scelta più rigida annunciata da Kompatscher è la previsione della zona rossa per tutti i 14 giorni, mentre in Italia si alterneranno giorni rossi e giorni arancioni. In Alto Adige dovrebbero chiudere per tutto il periodo negozi, centri estetici, bar e ristoranti (garantito asporto e consegna a domicilio). In Italia invece i negozi resteranno aperti il 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio. La firma di oggi è attesa anche per le regole sui festeggiamenti di Natale: verranno consentiti pranzi e cene con familiari stretti, genitori e partner non conviventi. Il sindaco Renzo Caramaschi non adotterà per Bolzano ordinanze più restrittive rispetto alla Provincia: «Se potremo girare per farci qualche passeggiata e sarà tutto chiuso, non vedo cosa dovrei inasprire».
Il pressing
«Speriamo in un ripensamento, almeno per quanto riguarda i negozi. Chiediamo al presidente Kompatscher di consentire i quattro giorni di aperture previste per i negozi nel resto d’Italia», è l’appello di Mirco Benetello (Confesercenti), dopo i toni molto duri dell’Unione commercio. Manfred Pinzger (Hgv) chiede un ripensamento sui ristoranti: «Hotel e affittacamere sono in gravissima difficoltà: apriranno forse 200 attività su 10 mila. Si permetta almeno ai ristoranti di lavorare, i protocolli vengono rispettati. È inutile penalizzare il turismo. Le scene di assembramenti negli Apres Ski raccontano irresponsabilità tutte locali». FR.G.
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