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BOLZANO. La squadra mobile, coordinata da Giuseppe Tricarico, ha avviato una serie di controlli nella zona di Varna, insieme ai colleghi cechi, e non si esclude che avranno luogo delle indagini più ampie, anche in ambito internazionale. Questo è quanto è stato deciso ieri pomeriggio, durante un incontro avvenuto negli uffici del procuratore capo Guido Rispoli, che ha chiesto di essere aggiornato sull’inchiesta. Intanto, la polizia ceca ha reso pubbliche le foto dei cinque componenti della banda criminale, arrestata a Praga. Non solo: gli investigatori hanno pubblicato online l’intervento delle “teste di cuoio”. Alcuni membri della banda, infatti, si trovavano all’interno di un distributore di benzina quando sono entrate in azione le unità speciali. L’ultimo componente della banda, invece, è stato arrestato mentre cercava di fuggire in macchina. Gli inquirenti hanno effettuato una perquisizione domiciliare nella villa di Petr Vlachovi, la vittima di 72 anni. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, l’uomo d’affari è stato attirato a Nizza con una scusa dai fratelli Libor e da Petr Skopalík. I due uomini, infatti, si sarebbero spacciati per agenti immobiliari cechi, che vivevano e lavoravano a Nizza. Alla vittima avevano promesso una sorta di collaborazione, grazie alla quale ci avrebbero guadagnato tutti grazie alla vendita di ville lussuose vicino a Praga. Ma quando Vlachovi è arrivato all’aeroporto di Nizza, il 6 marzo, ad attenderlo c’erano i suoi assassini. L’anziano è stato caricato in macchina e portato in Italia, passando da Montecarlo.
I fratelli Skopalìk avevano il compito di sequestrarlo - su richiesta degli altri tre componenti della banda - e convincerlo a trasferire ingenti somme di denaro dai conti correnti tedeschi, svizzeri e austriaci. Ma qualcosa è andato storto e tra il 7 e il 9 marzo è stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca.
Vlachovi è stato fatto inginocchiare in una stradina boschiva che da Varna porta a Scaleres. Al quinto tornante, i due fratelli hanno percorso centocinquanta metri e poi hanno dato il via all’esecuzione. Il corpo è stato ritrovato, dopo che uno dei due ha confessato tutto alle forze dell’ordine ceche. Ma la Procura vuole capire se la banda aveva o meno un basista in Alto Adige. Non si spiegherebbe altrimenti, come mai gli assassini abbiano trovato un luogo così isolato, senza l’aiuto di qualcuno. Grazie ad una rogatoria internazionale sarà possibile sentire i cinque criminali.
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