MERANO. I lavoratori della SunEdison di Sinigo, riuniti in assemblea ieri in fabbrica, hanno proclamato quattro ore di sciopero per protestare contro l'azienda e la scelta di non fare un passo indietro in merito agli accordi di secondo livello disdetti a inizio 2015. La decisione è stata presa all'unanimità dei presenti (non numerosi per la verità), dopo che i sindacati avevano illustrato la vicenda che avrà uno sbocco solo nei prossimi mesi quando il giudice prenderà una decisione. Lo sciopero di 4 ore verrà deciso all'ultimo istante utile e dovrebbe servire anche per illustrare alla nuova proprietà SunEdison che la situazione in fabbrica è tutt'altro che rosea dal punto di vista dei rapporti che riguardano la manodopera.

La disdetta si era concretizzata per il mancato accordo fra i lavoratori e l'azienda, dopo mesi di trattative nel 2014 concluse con le proposte bocciate in due referendum. Ciò ha comportato che i lavoratori dal 1° gennaio 2015 stanno perdendo somme ingenti di retribuzione, compresa la 14esima mensilità, per un importo annuale medio lordo di oltre 3.000 euro, con ripercussioni sulle voci indirette, come pensione e contributi.

La proposta aziendale, secondo i sindacati, era irricevibile. Per questo motivo è stato deciso, da parte sindacale, di avviare due cause pilota per mezzo dell'avvocato Gianni Lanzinger, in quanto non ravvedevano le basi giuridiche per disdettare unilateralmente gli accordi di secondo livello da parte dell’azienda. In prima udienza, all’inizio dell'ottobre scorso, il giudice, dopo aver sentito le parti, ha preparato una proposta conciliativa per evitare una causa giudiziale, proposta che poteva soddisfare le aspettative dei lavoratori (in effetti votata all'unanimità) e che secondo i sindacati pure l'azienda "avrebbe potuto accettare guadagnandone in immagine". Ma, visto che la decisione doveva essere presa dalla Corporate americana, l'udienza è stata spostata al 24 novembre. In un altro incontro davanti al giudice per sentire la risposta e la posizione dell’azienda in merito alla proposta conciliativa, la SunEdison ha rigettato completamente la proposta del giudice e ha rimesso nelle mani dello stesso la vertenza chiedendo di giungere a sentenza.

La terza udienza si è tenuta di recente. Le posizioni delle parti sono rimaste le stesse e la SunEdison non ha fatto un passo verso i lavoratori. Dicono i sindacalisti Maurizio Albrigo della Cisl e Stefano Schwarze della Cgil: "Siamo rimasti sconcertati dall'atteggiamento da parte dell'azienda, poiché la proposta del giudice avrebbe chiuso definitivamente la vertenza e soddisfatto i lavoratori. Questo atteggiamento dell'azienda fa capire che l'unico interesse era ed è quello di fare cassa sulle spalle dei lavoratori, con risparmi importanti negli anni. Insomma, non vogliono riconoscere nemmeno in parte quanto accumulato per effetto della disdetta degli accordi aziendali di secondo livello, che interessa oltre 230 unità lavorative”.