SAN MARTINO IN BADIA. La considerazione e l'importanza che, ormai dal 2001 data della sua apertura, il Museum Ladin di Ciastel de Tor a San Martino in Badia riscuote fra la popolazione, prima ancora che fra gli ospiti delle cinque vallate ladine attorno al Sella, è tale che anche donazioni e lasciti che testioniano la storia della Ladinia si accumulano nei magazzini della struttura. Le “stive” sono diventate così ben presto troppo limitate per accogliere tutto il patrimonio d'arte, artigianato e costume del Museum Ladin. Un importante passo in avanti, in questo senso, è stato compiuto l’altro giorno quando, alla presenza dell'assessore provinciale ladino Florian Mussner e del presidente del comitato scientifico del museo, Heinrich Huber, sono stati consegnati ufficialmente alla struttura i locali destinati a diventare i nuovi archivi, realizzati con una spesa complessiva di poco meno di 900 mila euro.

Da tempo il museo ladino lamentava spazi insufficienti per la custodia degli oggetti espositivi, delle opere d'arte e del materiale necessario per l'organizzazione degli eventi, anche e proprio in considerazione delle numerose donazioni e lasciti che gli sono giunti. Già nel gennaio del 2010 quindi la giunta provinciale ha deliberato l'ampliamento del sotterraneo del vecchio Ciastel de Tor per una cubatura complessiva di 2.200 metri cubi, affidando il progetto all'architetto Osvald Valentini. In questa funzione egli ha previsto la realizzazione di un deposito con diversi sistemi di archiviazione per documenti, foto, quadri, raccolte storiche ed etnologiche nonché per costumi e sculture; un montacarichi spazioso permette l'accesso al magazzino sotterraneo direttamente dall'esterno della struttura, rendendo così possibile il trasporto di opere d'arte e oggetti espositivi anche di notevole dimensione.

Particolare attenzione si è rivolta alla climatizzazione del magazzino per garantire una costante temperatura e umidità dell'aria, per poter conservare senza problemi anche gli oggetti espositivi più preziosi e sensibili. Al pianoterra, in una piccola nicchia di collegamento tra il corpo dell'ascensore e il corpo dell'edificio principale, trovano invece spazio gli arredi da giardino e le attrezzature mobili per gli eventi che, soprattutto nella bella stagione, vengono allestiti nel cortile esterno.

Precisamente, il costo complessivo dell'opera realizzata ammonta a 892 mila euro e al momento dell’inaugurazione della nuova struttura l’assessore Mussner nelle sue parole introduttive non ha tralasciato di sottolineare l'importanza del Museum Ladins per la salvaguardia dell'identità e delle tradizioni della popolazione di lingua ladina. Un'importanza e una considerazione che travalicano i confini provinciali allargandosi a tutte le vallate ladine dolomitiche ma che fa valere i suoi influssi storico culturali anche fuori dai confini nazionali.

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