BOLZANO. Svp nella bufera per l’imboscata dei franchi tiratori ad Arnold Schuler in consiglio provinciale mercoledì. Una giornata concitata quella di ieri in casa Svp, terminata con un cambio di copione “in corsa”. La Parteileitung ha infatti deciso di proporre alla Parteiausschuss di lunedì l’investitura di Elmar Pichler Rolle al ruolo di assessore, in sostituzione di Arnold Schuler. Resta ferma dunque l’intenzione di chiudere la legislatura con una giunta a otto. Dopo il pasticciaccio brutto del siluro a Schuler, il partito ha deciso dunque di ripiegare su una candidatura più istituzionale, e quindi rassicurante, mettendo in pista il capogruppo della stella alpina. questo il senso dell’intera operazione. Ora si tratterà di attendere sino a lunedì e di vedere se l’operazione andrà in porto. Ma facciamo un passo indietro. Ieri centinaia di telefonate e mail di protesta di funzionari ed elettori hanno investito la sede di via Brennero e i responsabili dei circondari. «Solo io ho ricevuto decine di messaggi», conferma Christoph Perathoner, Obmann del Bezirk di Bolzano. La base è furente per l’affossamento a voto segreto di Schuler, indicato dal Parteiausschuss come nuovo assessore dopo le dimissioni di Hans Berger. E poco importa che dopo i 15 insufficienti voti iniziali, alla seconda chiamata Schuler abbia ricevuto 22 sì. Il consigliere aveva già annunciato: «Mi ritiro». Ieri sera poi la seduta fiume della Parteileitung , che verrà seguita lunedì dal Parteiausschuss. Non ci sarà invece un consiglio provinciale straordinario. I capigruppo hanno deciso ieri che il nuovo assetto della giunta verrà trattato nella sessione del 5 febbraio. È stato intanto chiarito un punto che aveva mandato in fibrillazione il Pd: nel caso di giunta a 7, la proporzionale prevederebbe ancora due assessori di lingua italiana. «Dovremo uscire dalla situazione tremenda che si è creata con una decisione che metta d’accordo tutti», anticipava nel pomeriggio il segretario organizzativo della Svp Philipp Achammer, che non si fa scrupolo a parlare di «macerie», per descrivere il clima. Il presidente Luis Durnwalder lancia una stoccata a Schuler, dichiarando che «avrebbe potuto accettare l’incarico» e che in fondo un po’ se l’è cercata, visto che nel 2008 «aveva votato contro la giunta e qualcuno se ne sarà ricordato. Mi sta bene la giunta a 8, ma non ne farò una battaglia». Ieri c’è stato il fuggi fuggi dei possibili pretendenti. Troppo calda quella poltrona. Il Bezirk di Merano ha deciso di non rilanciare alcun nome, né Julia Unterberger né Veronika Stirner. Dura Martha Stocker, che pure ha ritirato la candidatura: «Dopo tanti anni nella Svp non posso accettare un comportamento del genere. Ci si attiene alle decisioni». Su questo batte anche Perathoner, che nel pomeriggio anticipava la sua indicazione a favore di Elmar Pichler Rolle : «La sua chiamata in giunta sarebbe di carattere istituzionale, trattandosi del capogruppo, perdipiù il più votato dopo Durnwalder e Berger. Sono deluso e amareggiato, capisco le proteste dei funzionari. Non è accettabile che qualche signore abbia deciso di violare con il voto segreto quanto deciso all’unanimità da due Parteiausschuss. Non andava bene Schuler? Avrebbero dovuto dirlo a viso aperto. Che immagine diamo?». Ma cosa è accaduto mercoledì pomeriggio? Le ricostruzioni sono univoche. In giunta e sui banchi consiliari della Svp è prevalsa la volontà di dare una lezione a Schuler: il ribelle, quello che vota in difformità dal gruppo, quello che sarebbe entrato in giunta con in dote anche un po’ di voti dell’opposizione. La situazione è sfuggite di mano. Da qui lo shock. Non c’entra più l’offesa a Schuler. Un partito così allo sbando espone lo stesso Obmann Richard Theiner. Fatalità, Helga Thaler Ausserhofer in copertina su Ff ammette: «Sì, mi stuzzica», la gara delle primarie per il post Durnwalder.

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