BOLZANO. Non si ferma la mobilitazione in difesa dell'orsa Daniza, che dal web si sta spostando sempre più nel mondo reale: dopo l'atto formale della Lega Anti Vivisezione depositato in Procura, oggi è prevista per le 18 del pomeriggio la protesta in piazza Walther per "fare pressione" sulla Provincia di Trento affinché ritiri l'ordinanza di cattura dell'animale considerato "pericoloso".

La diffida. In difesa di mamma Orsa Daniza, la LAV-Lega Anti Vivisezione, ha depositato una diffida contro la cattura indirizzata al presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi ed alla Procura della Repubblica. L’associazione animalista chiede con fermezza l’immediato ritiro dell’ordinanza provinciale che dispone la cattura dell’Orsa Daniza e il suo trasferimento presso il recinto di Casteller, alle porte di Trento. "Se il provvedimento provinciale venisse portato a compimento, il Presidente Rossi e gli operatori addetti alla cattura di Daniza, si renderebbero responsabili della violazione di almeno tre leggi nazionali e due articoli del codice penale posti a tutela dell’ ambiente e degli animali – commenta Massimo Vitturi, responsabile nazionale de l settore fauna selvatica dell’associazione – per questo è necessar io che la Provincia agisca rapidamente in autotutela, revocando la sua delibera".

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"Il 15 agosto - si legge nel comunicato della Lav - Daniza ha attuato un normalissimo comportamento specie specifico, non è problematica né pericolosa, ha semplicemente difeso i suoi cuccioli da un possibile rischio, quindi la sua cattura sarebbe del tutto illegittima. Anche su questi cuccioli si concentra l’attenzione della LAV: sono sempre in compagnia della mamma, a conferma della loro dipendenza dalle cure parentali. È chiaro quindi che un allontanamento di Daniza provocherebbe sicuramente un maltrattamento dei due piccoli, nonché sofferenze per la mamma, che potrebbe addirittura evolvere nella loro morte, imputabile naturalmente alla frettolosa ordinanza provinciale predisposta nelle concitate fasi immediatamente successive al presunt o attacco ai danni di un cercatore di funghi".

“Non siamo per nulla sicuri che le cose siano andate così come le ha esposte l’uomo che afferma di aver subito l’attacco di Daniza – prosegue Vitturi – non vi è alcun riscontro probatorio oltre al suo racconto".

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La diffida è stata quindi inviata anche alla Procura della Repubblica di Trento, con la richiesta di avviare puntuali indagini, anche di medicina forense veterinaria, allo scopo di ottenere qualche dato oggettivo utile a capire cosa sia accaduto veramente qualche giorno fa a Pinzolo. "E’ inaccettabile che Daniza e i suoi due cuccioli continuino ad essere perseguitati solo per essersi comportati come dei normali orsi -  conclude la Lav - Auspichiamo che il Presidente Rossi e l’assessore D alla Piccola vogliano finalmente prendere atto che sono rimasti gli unici a voler condannare all’ergastolo un’orsa innocente, mentre sono centinaia di migliaia i cittadini che a gran voce chiedono il ritiro dell’ordinanza, nel rispetto delle leggi nazionali, delle direttive comunitarie e soprattutt o di una mamma condannata, senza processo per essersi presa cura dei suoi figli. Incessante boom di messaggi via web a difesa di Daniza e anche alcuni sondaggi di quotidiani indicano percentuali nettame nte superiori al 90% (anche 97%) di convinti NO alla cattura di mamma orsa".

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LA LETTERA DEL MINISTRO

IL CASO DANIZA