SALORNO. Gli orti sono materia delicata, specialmente quando decine di anziani ci hanno investito giorni e ore di lavoro. Si era già capito al momento della pubblicazione del nuovo regolamento comunale per l’assegnazione degli appezzament che si sarebbe andati incontro a qualche polemica che, puntualmente, si è verificata. Stupisce, semmai, che la miccia sia stata accesa sul gruppo Faceboook Salorno allo Specchio, segno che anche nei senior si diffonde un nuovo metodo digitale di confronto.
In ogni caso il nuovo regolamento ha messo sull’attenti tutti e 36 gli anziani che al momento sono assegnatari di un pezzo di terreno. Diversi gli aspetti controversi che fanno alzare qualche sopracciglio. «I nostri orti attuali, di fatto, ci vengono presi e rimessi in assegnazione con una nuova graduatoria» scrive una signora. «Tutto sarà gestito con un nuovo punteggio calcolato su reddito, residenza e mancanza di proprietà terrene. Il rischio, però, è che persone che si sono prese cura per anni di un orto se lo vedano portare via». In realtà, vista l’offerta di ben 35 spazi in via Aldo Moro (di cui 5 riservati ai disabili) la possibilità che qualcuno rimanga escluso è piuttosto remota. A infastidire davvero gli anziani, però, è un altro aspetto. «I terreni saranno riassegnati con logiche diverse. Chi per anni ha fatto in modo di avere una terra curata e perfetta rischia di ritrovarsi una porzione piena di erbacce e sassi. Non è per nulla giusto». A tutto questo si aggiunge un nuovo canone di partecipazione pari a 40 euro annuali. «Quello è accettabile perchè comunque le spese per l’immondizia e l’acqua vanno affrontate e sostenute tutti insieme».
Gli orti, dunque, saranno probabilmente sufficienti a coprire tutta la domanda e che la cosa non sia scontata lo sottolinea il primo cittadino Giorgio Giacomozzi. «Abbiamo questa possibilità grazie a un preciso accordo con la Fondazione Kofler che ci affitta il terreno esterno al prezzo calmierato di 1.600 euro. Siamo molto contenti di offrire questo servizio, ma ricordiamoci che il Comune non è obbligato a farlo». Con il nuovo regolamento, però, sono arrivate delle paure. «Non era pensabile sottrarsi a una normativa che regolarizzasse l’assegnazione. Le iscrizioni scadono il 10 febbraio, ma non credo ci saranno problemi di accesso. Nessuno, comunque, riceve lo spazio in proprietà e gli assegnatari sanno che la conferma arriva di anno in anno. Non ci sono assicurazioni di ricevere sempre lo stesso. L’inserimento dell’obbligo di cura, inoltre, dovrebbe risolvere il problema delle erbacce. Controlleranno i vigili urbani e chi non lo rispetterà sarà sanzionato fino alla revoca dell’assegnazione».
C’è, infine, un aspetto importante legato alla socialità. «Oltre all’attenzione tecnica di avere degli orti di buona qualità - chiude il sindaco - è importante non dimenticare che questi orti servono sostanzialmente a creare una piccola comunità, a socializzare tutti insieme. L’obiettivo finale di questo servizio è essenzialmente questo e continuerà ad essere così». I cittadini interessati, comunque, non intendono fermarsi e hanno già annunciato l’affissione di alcuni cartelli di protesta nella bacheca comunale e iniziative comunitarie per sensibilizzare l’amministrazione.
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