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BOLZANO. I tagli alla sanità dovranno essere effettuati anche in Alto Adige. Entro fine novembre dovrà essere varato un piano per la riduzione di 285 posti letto. Ed entro la fine di febbraio 2013 andranno fissati gli standard qualitativi dell’assisenza ospedaliera. Dopo l’ultima versione della spending review governativa, in Provincia e alla Asl non si fanno illusioni. «Le linee guida sui posti letto varranno in tutta Italia», spiega il direttore di dipartimento Florian Zerzer, «C’è poco tempo a disposizione e questo costituirà il vero problema».
Zerzer tra l’altro cautamente non si sbilancia se i parametri verranno raggiunti con interventi «chirurgici» reparto per reparto o con la soppressione di interi reparti. Ma nel testo sulla spending review anche su questo non sembrano esserci grandi margini di manovra, visto che si legge «la riduzione dei posti letto è a carico dei presidi ospedalieri pubblici per una quota non inferiore al 40% del totale dei posti letto da ridurre ed è conseguita esclusivamente attraverso la soppressione di unità operative complesse».
L’Alto Adige ha 2.163 posti letto, pari a 4,4 ogni mille abitanti, tra letti per acuti e per riabilitazione. Secondo la manovra, anche Bolzano dovrà adeguarsi alla soglia di 3,7 posti letto ogni mille abitanti (di cui 3 per acuti). Tradotto, 285 letti in meno. I compiti per l’estate non sono ancora terminati. Il governo ha fissato il tasso di ospedalizzazione in 160 ricoverati ogni mille abitanti all’anno, di cui il 25% in day hospital: «E’ una cifra sensibilmente più bassa della nostra, che si attesta a 187 ricoverati all’anno ogni mille abitanti». Pesanti anche gli interventi previsti sulla spesa farmaceutica. Il presidente Luis Durnwalder e l’assessore Roberto Bizzo hanno già annunciato come probabile l’impugnazione, ma difficilmente alla Asl e in Provincia attenderanno i tempi della Consulta. «Ascolteremo le valutazioni dell’ufficio legale», conferma Zerzer, «ma sarà inevitabile intanto ragionare sulle cifre». Il problema, insiste Zerzer, sono i tempi stretti previsti, perché in realtà «una manovra di riduzione dei posti letto l’avevamo già prevista nella riforma clinica. Il nostro obiettivo era scendere a 3-3,5 posti letto per acuzie ogni mille abitanti, ma non certo nel giro di pochi mesi». Preoccupato anche il direttore amministrativo della Asl Marco Cappello: «C’è poco tempo, ma i tagli andranno decisi con la massima attenzione. Alcuni reparti già oggi scoppiano, non ci si potrà permettere di sbagliare». Avere una Asl unica sarà un vantaggio, sottolinea Cappello: «Ritengo che si potrà arrivare ai 3,7 posti letto ogni mille abitanti dosando i provvedimenti dove saranno di minore impatto». Sulla ipotesi di chiusura di interi reparti Zerzer risponde: « Già nella nostra riforma clinica è prevista una riorganizzazione delle degenze in tre grandi branche, a seconda dell’intensità di cura, superando la divisione rigida tra reparto e reparto». Bloccate le assunzioni di primari finché le Asl non raggiungeranno gli obiettivi indicati.
Nel testo si parla anche di piccoli ospedali: «Nell’ambito del processo di riduzione, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano operano una verifica, sotto il profilo assistenziale e gestionale, della funzionalità delle piccole strutture ospedaliere pubbliche, anche se funzionalmente e amministrativamente facenti parte di presidi ospedalieri articolati in più sedi, e promuovono l’ulteriore passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all’assistenza in regime ambulatoriale, favorendo l’assistenza residenziale e domiciliare».
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