BOLZANO. Cosa vede quando guarda Bolzano, architetto? «Un grande corpo di balena con una piccola testa posta a est». Strana città. Un centro minuto, come fosse di un paese, e una quasi-metropoli che si stende oltre. Il primo pieno di ogni bene, il resto no. «E per fortuna che si è deciso di mettere oltre il ponte un Polo bibliotecario che non sarà solo un edificio pubblico, ma un luogo pubblico», aggiunge Carlo Calderan. Le altre città, sviluppatesi a raggiera, "accerchiando" il nucleo antico, romano o medievale che fosse, si sono trovate, nella loro espansione, con quartieri ugualmente vicini e lontani. Qui no. Dunque? «Ogni decisione che espanda il cerchio di interesse di Bolzano oltre piazza Walther è benvenuta». Per il progettista e urbanista che ha diretto Turris Babel, la rivista degli architetti, ed è stato presidente della Fondazione Architettura Alto Adige, bene anche un museo di Ötzi a ponte Druso. Posto all'estremità, quasi all'esterno del centro. Urbanisti come Claudio Lucchin hanno rilevato criticità, anche logistiche, di una collocazione così espansa, e attaccata pericolosamente agli assi di attraversamento, Calderan no. Articolando in questo modo un dibattito che si è riaperto, dopo fasi esclusivamente politico-burocratiche.

Con il Museo archeologico all'ex Enel si dovranno percorrere centinaia di metri per raggiungere la mummia dai luoghi dove transitano i turisti. Va bene?

Bolzano non ha mille abitanti. Ne ha centomila. Andarci a piedi non mi sembra una tragedia.
Una tragedia no, ma forse un errore di collocazione, vista l'asimmetria del luogo?

Allora, io la penso così: qualsiasi decisione urbanistica che miri a spostare la centralità delle attività bolzanine a mio parere va nella direzione giusta.

E perché?
Bolzano è troppo schiacciata intorno a piazza Walther. Tutto lì. Musei, uffici, centri decisionali, teatri arrivano al massimo in via Museo.

Ma sono lì i flussi da intercettare, facilitando la fruizione, no?

Li si facilita per i turisti ma la città resta sfruttata in piccolissima parte e lasciata vuota nel resto del suo grande corpo.

Con quali prospettive?

Si potrà dire finalmente: allora anche oltre può succedere qualcosa.

Oltre il centro gotico intende?

Certo. Così si allarga la città.

Ma Ötzi all'ex Enel, questo è stato anche rilevato, si trova a un metro dall'asse via Druso-via Marconi, in mezzo alle macchine, a un passo dalla Questura, non proprio l'ideale per godersi la mummia…
Sì, ma anche vicino all'Eurac, che a sua volta è proprio sul ponte, attaccato all'edificio molto bello dell'architetto Ronca dove c'era la vecchia tipografia dell'Alto Adige. Che si potrebbe riqualificare. A quell'asse principale di traffico si potrebbe così aggiungere un asse ortogonale che libera parti di città non ancora valorizzate.

Insomma, lei vuole rompere lo schema bolzanocentrico.
Ci vorrebbe più coraggio, in effetti. Penso al fiume. È lì, a un passo dall'ex Enel, un patrimonio urbanistico e paesaggistico che non si è mai riusciti a sfruttare. Ora ci vedo in azione lavori per il teleriscaldamento. Cosa impedisce di fare dopo ponte Talvera una discesa a fiume che porti al museo?
Tuttavia il collegamento ex Enel-fiume è di là da venire.

In effetti, questo non va.

Ma chi arriva dopo un po' di camminata in fondo a via Dante dove aspetterà?
Intanto ai musei non si dovrebbe fare la fila.

Beh, occorrerebbe dirlo alle centinaia in coda lungo via Cassa di Risparmio da anni.
Però in quel punto di via Dante ci sono anche i giardini Gilm.

Un po' tristi, dice Lucchin.

Ma un buon spazio per creare punti di ritrovo. Come pure la vicinanza del Museo archeologico potrebbe sganciare il parco Cappuccini dalla sua condizione di oggi.

Insomma lei vede questo progetto dell'ex Enel posto al centro di una funzione pedagogica. Del tipo: abituatevi ad andare a piedi non solo in centro. Una forzatura?

No, una prospettiva a lunga scadenza. Che vede la possibile valorizzazione di molti altri quadranti urbani, che non gravitino necessariamente solo intorno all'asse piazza Walther-via Museo.

Ma si potrebbe fare un polo museale completo, se Ötzi finisse accanto al Museo civico, alla biblioteca civica e all'ex Ina…

Ora in campo c'è questo progetto. Proviamo a migliorarlo sul terreno e non facciamoci spaventare dal traffico di via Marconi.